
La sagrestia di San Felice appartiene alla vita liturgica della casa e ne custodisce una memoria che si è depositata nel tempo attraverso oggetti, libri e testimonianze legate alla celebrazione. Accanto al Cappellone, antica sagrestia degli Agostiniani, il patrimonio conservato dall’Abbazia permette di seguire la continuità di una comunità che per secoli ha preparato qui la preghiera della Chiesa.
Questa sezione raccoglie le testimonianze nate attorno alla vita liturgica di San Felice. Le carte conservate nella sagrestia raccontano la disciplina spirituale e la pratica celebrativa delle comunità che hanno abitato l’Abbazia; gli oggetti giunti fino a noi permettono di ritrovare il volto degli spazi e i gesti nei quali quella preghiera prendeva forma. Documenti e opere appartengono così a una stessa storia vissuta, custodita per generazioni dentro queste mura.
I tesori dell’Abbazia: un patrimonio attualmente in restauro
I reliquiari, i paramenti sacri e le sculture lignee documentati in questa sezione non si trovano attualmente nell’Abbazia di San Felice. Sono temporaneamente a Roma per il restauro conservativo e risultano catalogati presso la competente Soprintendenza. Al termine del restauro dell’Abbazia torneranno a San Felice e saranno esposti nella futura sala museo, prevista nell’ambiente oggi utilizzato come Sala Scriptorium.
Le carte della sagrestia
Documenti nati per la vita concreta della casa permettono di entrare nella disciplina liturgica e spirituale delle comunità che hanno abitato San Felice.

Gli Avvertimenti
Il foglio conservato sull’antico sportello della sagrestia e la disciplina affidata al Prefetto di Chiesa.

Il Catalogo delle Indulgenze
Una memoria della presenza passionista rimasta sulla parete della sagrestia.

Monita Salutaria
Una finestra sulla disciplina spirituale e apostolica dei Missionari del Preziosissimo Sangue.
I tesori custoditi
La sagrestia introduce anche a una parte meno visibile della storia dell’Abbazia. Nel corso dei secoli San Felice ha custodito reliquiari, paramenti sacri, antichi libri liturgici e arredi che accompagnavano la vita della chiesa. Sono oggetti nei quali rimangono le tracce della preghiera e della devozione di generazioni passate.
A questo patrimonio abbiamo dedicato un percorso specifico. Le opere, accostate alle immagini della chiesa precedente al grande restauro del 1954-1957, permettono di ritrovare lentamente il volto di una San Felice che oggi non possiamo più vedere entrando nell’Abbazia.

I tesori di San Felice tra reliquie, liturgia e memoria