don Mario Proietti, C.PP.S.

Due palmi sopra il cuore

Discernere il presente con lo sguardo della fede

Oggi
Calendario liturgico

Viepri e la Madonna del Fosco

Una comunità che da generazioni raggiunge il Santuario in pellegrinaggio

Tra i paesi che hanno fatto del Santuario della Madonna del Fosco una meta della propria devozione mariana, Viepri occupa un posto particolare. La tradizione del pellegrinaggio, ancora viva nella memoria e nella pratica della comunità, inserisce il paese in una geografia religiosa più ampia di quella definita dai confini amministrativi o pastorali: per generazioni la strada verso il Fosco è stata anche una strada di preghiera.

Le fonti storiche raccolte confermano che questo rapporto non si esauriva nel pellegrinaggio. Quando, nella seconda metà dell’Ottocento, il Santuario venne ampliato secondo il progetto legato al beato Giovanni Merlini, anche Viepri partecipò alla fabbrica. Negli elenchi dei benefattori compaiono Pietro Nisi, l’abate Geremia Lancellotti e i fratelli Silvestri, che offrirono materiali destinati alla costruzione; tra i sacerdoti legati alla fabbrica compare anche don Antonio Romagnoli, parroco di Viepri.

La stessa presenza ritorna nelle carte del restauro del 1912, dove compare nuovamente un’offerta proveniente da Viepri. A distanza di decenni la comunità è ancora documentata tra coloro che sentono il Fosco come un luogo da raggiungere e da custodire. Il pellegrinaggio annuale diventa così la forma visibile di un legame che attraversa le generazioni e ha lasciato tracce concrete anche nella storia materiale della chiesa.

Una tradizione che continua

Viepri continua ogni anno a prendere la strada del Fosco, custodendo una consuetudine che appartiene alla memoria religiosa della comunità. Il cammino compiuto insieme, la preghiera e l’arrivo al Santuario mantengono vivo ciò che le generazioni precedenti hanno trasmesso: un rapporto con la Madonna del Fosco che non appartiene soltanto al passato, perché continua a essere vissuto. Documenti, fotografie e testimonianze potranno arricchire nel tempo questa memoria, mentre il pellegrinaggio stesso ne rimane la testimonianza più eloquente.

Fonti utilizzate per questa ricostruzione: elenchi ottocenteschi dei benefattori della fabbrica del Santuario; documentazione dei restauri del 1912; testimonianze e studi territoriali sulla tradizione dei pellegrinaggi al Fosco.