don Mario Proietti, C.PP.S.

Due palmi sopra il cuore

Discernere il presente con lo sguardo della fede

Oggi
Calendario liturgico

Sacerdoti collaboratori


SERVIRE INSIEME LA STESSA COMUNITÀ

La Pievania affida la cura pastorale del territorio a un gruppo di sacerdoti che esercitano il ministero in comunione con il Pievano. L’espressione «sacerdoti collaboratori» indica una responsabilità ecclesiale reale. Ogni presbitero porta nella vita comune la grazia ricevuta nell’ordinazione e la propria esperienza pastorale, accogliendo un servizio che riguarda l’intera Pievania.

La Regola pastorale del 2019 afferma che la Pievania raggiunge la sua vera fisionomia quando i presbiteri si fanno carico «solidalmente» della vita pastorale del territorio. Il Direttorio del 2023 riprende questo principio con un’immagine particolarmente bella: i sacerdoti portano insieme con il Pievano «il peso e la gioia del Vangelo e della comunità». La missione condivisa nasce dall’appartenenza all’unico presbiterio diocesano, raccolto attorno al Vescovo, e si esprime nella disponibilità a servire comunità diverse.

Ogni sacerdote conserva la dignità e la responsabilità proprie del ministero ordinato. Il titolo formale ricevuto o l’incarico particolare affidato a ciascuno definiscono il servizio concreto e non stabiliscono una graduatoria tra i presbiteri. Il Pievano esercita il compito di presiedere e coordinare; gli altri sacerdoti collaborano con lui nella celebrazione dei sacramenti, nell’annuncio della Parola e nell’accompagnamento delle persone. Questa collaborazione rende visibile una fraternità che appartiene alla natura stessa del ministero sacerdotale.

La vita comune della Pievania richiede ai presbiteri di conoscersi e di incontrarsi con regolarità. I documenti diocesani indicano tempi condivisi di preghiera e di confronto pastorale, insieme a momenti di fraternità vissuta con semplicità. In questi incontri vengono ascoltate le situazioni delle comunità e verificate le scelte compiute. La comunione sacerdotale diventa così sorgente di una pastorale più unitaria e sostiene ogni presbitero nelle fatiche quotidiane del ministero.

La collaborazione assume anche la forma di una distribuzione delle responsabilità secondo le attitudini e le competenze. Un sacerdote può seguire con maggiore continuità l’iniziazione cristiana, un altro può dedicarsi alla formazione degli adulti o all’accompagnamento dei giovani. La predicazione e la vita liturgica rimangono una responsabilità condivisa. Le competenze personali vengono poste a servizio di tutti e aiutano la Pievania a offrire una cura pastorale più attenta.

I sacerdoti collaboratori celebrano nelle diverse chiese del territorio e incontrano comunità che custodiscono storie proprie. Questo movimento aiuta i fedeli a riconoscere ogni presbitero come sacerdote dell’intera Pievania. Aiuta anche il sacerdote a non identificare il proprio ministero con un solo edificio o con un gruppo ristretto di persone. La celebrazione dell’Eucaristia in luoghi differenti manifesta l’unica Chiesa che vive nei paesi e si raccoglie attorno allo stesso Signore.

Il loro servizio comprende l’ascolto delle famiglie e la vicinanza agli anziani, ai malati e alle persone che attraversano momenti di fragilità. La cura pastorale si esprime nella disponibilità alla confessione e nella visita delle comunità più piccole. Ciascun sacerdote partecipa alla programmazione comune e collabora con l’Équipe pastorale, riconoscendo la corresponsabilità dei fedeli laici e sostenendone la formazione.

Nella Pievania possono operare sacerdoti diocesani e sacerdoti appartenenti a istituti religiosi. Il Direttorio chiede alle case religiose presenti nel territorio un inserimento concreto nel cammino pastorale, nel rispetto del carisma ricevuto. La presenza dell’Abbazia di San Felice e della comunità dei Missionari del Preziosissimo Sangue offre alla Pievania un contributo spirituale e pastorale legato alla propria storia. La collaborazione custodisce l’identità della comunità religiosa e la orienta verso il bene della Chiesa locale.

Accanto al Pievano don Giuseppe Iavarone, il ministero sacerdotale nella Pievania di San Felice è oggi condiviso con don Camillo Ragan e con don Mario Proietti C.PP.S., direttore della comunità religiosa dell’Abbazia di San Felice. Le responsabilità affidate a ciascuno si inseriscono in un unico cammino. Le celebrazioni e l’accompagnamento delle comunità vengono vissuti secondo le indicazioni pastorali maturate insieme, con attenzione ai diversi centri del territorio.

La presenza di più sacerdoti costituisce anche un invito rivolto ai fedeli. La comunione presbiterale chiede di superare l’abitudine a considerare un sacerdote come appartenente esclusivamente a un paese. Ogni presbitero è inviato per servire il popolo di Dio e la sua presenza conduce sempre a Cristo. Accogliere i sacerdoti che celebrano nelle nostre chiese aiuta a maturare il senso della Pievania e rende più libero il rapporto con il ministero ordinato.

I sacerdoti anziani o segnati da condizioni di salute particolari continuano a partecipare alla vita della Pievania nella misura consentita dalle loro forze. Il Direttorio riconosce il valore della loro presenza e dell’esperienza maturata durante lunghi anni di ministero. La comunità li accompagna con gratitudine e riceve da loro la testimonianza di una fedeltà che conserva fecondità anche quando le attività diminuiscono.

Il servizio dei sacerdoti collaboratori mostra che la pastorale d’insieme nasce da una conversione concreta del modo di vivere il ministero. Ogni presbitero porta la propria voce e riceve il sostegno dei confratelli. La Pievania può così crescere come una comunità nella quale il Vangelo viene annunciato attraverso una fraternità visibile e una responsabilità realmente condivisa.

Per approfondire

Regola pastorale delle Pievanie, Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, 24 giugno 2019.

Vino nuovo in otri nuovi. Direttorio per le Pievanie, Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, 30 agosto 2023.

Sito ufficiale dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia: https://www.spoletonorcia.it/pievania-di-s-felice/