don Mario Proietti, C.PP.S.

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Vita e attività dell’Abbazia


Abbazia di San Felice a Giano dell’Umbria, luogo della vita e delle attività della Casa di Missione

San Felice è una Casa di Missione. Questa espressione, che appartiene alla sua storia fin dalle origini, aiuta a comprendere anche le attività che nel tempo hanno trovato spazio nell’Abbazia. La presenza della comunità religiosa, la preghiera, la predicazione e l’accoglienza hanno fatto della Casa Madre un luogo nel quale persone e gruppi potevano sostare per incontrare il Signore, approfondire la spiritualità del Preziosissimo Sangue e vivere un tempo di discernimento.

Una Casa di Missione

La missione non si è espressa a San Felice soltanto attraverso l’uscita dei Missionari verso le parrocchie e i luoghi della predicazione. L’Abbazia stessa è diventata nel tempo uno spazio nel quale accogliere chi desiderava fermarsi, pregare e lasciarsi accompagnare. La vita della Casa univa così il ritmo della comunità religiosa alla disponibilità verso quanti giungevano per un ritiro, per gli esercizi spirituali, per un incontro o semplicemente per un tempo personale di silenzio e di preghiera.

Questa dimensione permette di leggere correttamente la parola accoglienza. San Felice non è stato pensato come una struttura ricettiva separata dalla vita dei Missionari. L’ospitalità nasceva dalla natura stessa della Casa, dalla sua spiritualità e dalla possibilità di condividere, secondo forme differenti, la preghiera e l’esperienza missionaria della comunità.

Il Centro di Spiritualità

Negli anni più recenti questa vocazione ha trovato una forma particolare nel Centro di Spiritualità dei Missionari del Preziosissimo Sangue, che il sito ufficiale della Provincia Italiana indica presso l’Abbazia di San Felice. La principale attività del Centro è stata quella degli esercizi e ritiri spirituali, con una particolare attenzione agli esercizi predicati secondo la spiritualità ignaziana e al rapporto personale con la Parola di Dio.

Accanto agli esercizi, San Felice ha accolto persone desiderose di un colloquio spirituale, di alcuni giorni di raccoglimento o di un tempo di preghiera vissuto accanto alla comunità. In differenti stagioni vi si sono svolti ritiri rivolti a gruppi e famiglie, esperienze legate alla spiritualità del Preziosissimo Sangue e incontri nei quali la Casa offriva il silenzio dell’Abbazia come spazio favorevole all’ascolto e al discernimento.

La documentazione della Provincia conserva anche programmi di esercizi spirituali per diverse condizioni di vita e ritiri per famiglie dell’Unione Sanguis Christi. Sono testimonianze di una stagione concreta della Casa e permettono di comprendere quanto la vita dell’Abbazia sia stata legata alla missione spirituale dell’Istituto.

Una casa aperta alla vita della Chiesa

Nel corso degli anni l’Abbazia ha accolto anche celebrazioni, incontri ecclesiali e momenti legati alla vita dei Missionari e della famiglia del Preziosissimo Sangue. Persone provenienti dal territorio e da luoghi più lontani hanno conosciuto San Felice attraverso la chiesa, la cripta e il chiostro, incontrando una memoria che non appartiene soltanto al passato. La presenza dei Missionari ha permesso a questi ambienti di rimanere luoghi vissuti e non semplicemente beni monumentali da osservare.

La situazione attuale

Oggi questa attività è sospesa. L’Abbazia è chiusa per i lavori di restauro e la chiesa, la cripta, il chiostro e gli ambienti della Casa non sono accessibili ai visitatori. Non vengono attualmente ospitati gruppi, esercizi spirituali, ritiri, incontri o visite. Anche la comunità dei Missionari ha lasciato temporaneamente San Felice e vive nella piccola casa di Lutriano.

Il sito ufficiale della Provincia Italiana conserva la pagina dedicata al Centro di Spiritualità e documenta la vocazione e le attività che hanno caratterizzato San Felice. Alcune indicazioni operative presenti in quella pagina appartengono però a una situazione precedente alla chiusura dell’Abbazia. Per conoscere la condizione attuale della Casa Madre occorre quindi tenere conto del cantiere in corso e della conseguente sospensione dell’accoglienza.

Il restauro dentro la vita della Casa

Il silenzio che oggi avvolge San Felice ha una natura diversa da quello cercato negli esercizi spirituali. È il silenzio di una Casa temporaneamente vuota, affidata al lavoro necessario per conservarla. Anche questo tempo entra nella storia dell’Abbazia, che ha già conosciuto restauri, trasformazioni e periodi nei quali la comunità non ha potuto abitare stabilmente tra le sue mura.

La riapertura permetterà di comprendere quali forme potranno assumere nuovamente la vita e l’accoglienza a San Felice. Oggi sarebbe prematuro presentare programmi futuri. Rimane chiara la vocazione ricevuta dalla Casa: essere luogo di missione, di spiritualità e di incontro, dentro la storia concreta della comunità che la custodisce.


Per conoscere il Centro e la vita missionaria

La pagina ufficiale della Provincia Italiana dedicata al Centro di Spiritualità conserva la presentazione della sua esperienza e delle attività svolte a San Felice. Per la situazione presente dell’Abbazia valgono le indicazioni riportate in questa pagina circa la chiusura per i lavori di restauro.