
Una tavola latina destinata a coloro che esercitano i ministeri apostolici nell’Istituto delle Missioni e degli Esercizi Spirituali sotto il titolo del Preziosissimo Sangue conserva, in forma essenziale, un intero modo di concepire la vita del missionario.
Una regola scritta per accompagnare la giornata
Il titolo è breve: Monita Salutaria, «ammonimenti salutari». L’intestazione ne precisa subito i destinatari: Praecipue pro iis, qui Apostolica munia exercent in sacro Instituto Missionum, et Spiritualium Exercitiorum sub titulo Pretiosissimi Sanguinis Domini Nostri Jesu Christi. Sono dunque indicazioni rivolte soprattutto a coloro che esercitano i ministeri apostolici nell’Istituto delle Missioni e degli Esercizi Spirituali sotto il titolo del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo.
La tavola non reca, nelle parti oggi leggibili, una data né il nome di un autore. È quindi opportuno lasciarla parlare prima di attribuirla a una persona o a una fase precisa della storia dell’Istituto. Il suo lessico appartiene con evidenza alla disciplina spirituale dei missionari: abnegazione di sé, custodia del silenzio, preghiera mentale, confessione sacramentale, celebrazione della Messa, Ufficio divino, esame di coscienza, rapporti fraterni e comportamento nel ministero vengono raccolti in una successione di indicazioni molto concrete.
Il missionario prima del ministero
La prima preoccupazione dei Monita è la persona del missionario. Le indicazioni iniziali chiedono di rinnegare se stessi, orientarsi alla virtù e amare Dio; per custodire la pace dell’animo raccomandano di cercare ciò che è umile, osservare il silenzio, non disprezzare nessuno, disprezzare se stessi e accogliere con disponibilità ogni cosa dalla mano di Dio. Il missionario deve esercitarsi nell’umiltà e nella castità, nella pazienza e nella mortificazione, nella lettura e nell’orazione, nella meditazione della vita di Cristo che ci ha redenti con il suo Sangue e nella comunione con Dio.
È una spiritualità in cui l’attività apostolica nasce da una disciplina interiore assai esigente. Fra ciò che va evitato compaiono la familiarità imprudente, la singolarità, l’attaccamento al proprio giudizio, la ricerca delle comodità, la superbia e la vanagloria. Nei rapporti con i confratelli si chiede di amare tutti nel Signore, conservare dolcezza ed equilibrio, ammonire con carità quando sia necessario, sopportare pazientemente e edificare con il buon esempio.
Dal mattino alla notte
La tavola segue quasi il ritmo di una giornata. Al mattino prescrive di alzarsi prontamente all’ora stabilita, porsi subito alla presenza di Dio, ringraziare per la custodia della notte, formulare buoni propositi e chiedere l’aiuto necessario per compierli. Alla preghiera mentale dedica indicazioni precise: preparare l’anima e la materia della meditazione, allontanare le distrazioni, perseverare, seguire con cuore umile la guida dello Spirito Santo, dolersi dei difetti e rendere grazie per il bene ricevuto.
I temi raccomandati alla meditazione sono la conoscenza di sé e il dolore dei peccati, i novissimi dell’uomo, i benefici di Dio, gli esempi di Gesù Cristo Redentore e la gloria del Paradiso meritata per noi da Cristo Gesù. Anche qui il centro non è una tecnica di raccoglimento: il missionario viene ricondotto continuamente alla redenzione e alla vita eterna.
Confessione, Messa e Ufficio divino
La confessione sacramentale occupa uno spazio notevole. Si raccomanda anzitutto la scelta del direttore spirituale, definita maximum negotium, un affare della massima importanza; segue l’esame della coscienza senza ansietà di spirito, il dolore dei peccati, la confessione integra almeno una volta alla settimana, la confessione annuale durante gli esercizi spirituali, il serio proposito di emendarsi e il pronto compimento della penitenza ricevuta.
Per il Sacrificio eucaristico si chiede di accostarsi con cuore umiliato e contrito, alimentando una vera fame spirituale di questo «cibo del Paradiso» e senza omettere la preparazione e il ringraziamento. Dopo la Messa il missionario è invitato a nascondersi con Cristo nel cuore, offrirsi interamente a Lui, presentargli le proprie necessità e quelle degli altri, pregare largamente per sé e per il prossimo e aspirare alla beatitudine eterna. La recita dell’Ufficio divino richiede il cuore libero dalle altre occupazioni, devozione, attenzione al senso e a Dio, pronuncia integra delle parole e cura costante di questo obbligo.
L’esame di coscienza e la custodia di sé
L’esame di coscienza comincia con la domanda della luce a Dio e il rendimento di grazie per i benefici ricevuti. Il missionario deve poi riconoscere ciò che ha commesso o omesso, ripensare alle grazie ricevute e all’uso che ne ha fatto, concepire dolore e proporre in Dio l’emendazione. Anche i momenti più ordinari vengono sottoposti a questa custodia: a mensa si raccomandano silenzio, lettura edificante, attenzione alla lettura e nutrimento spirituale dell’anima; fuori di casa si esortano la custodia dei sensi, la modestia, la gravità e la conversazione sulle realtà spirituali; nel letto il pensiero va alla morte e al sepolcro, alla presenza di Dio e al ricorso immediato a Lui durante i risvegli.
Nel ministero
La sezione dedicata direttamente ai ministeri raccoglie il frutto di tutto il percorso. L’azione apostolica domanda gravità sostenuta dall’umiltà, purezza di parola guidata dalla discrezione, aspirazione assidua a Dio, pazienza nelle fatiche secondo l’esempio di Gesù Cristo, purezza d’intenzione, prudenza nell’agire e fedeltà all’ordine stabilito insieme alla concordia. La disciplina spirituale non rimane dunque alle spalle della missione: ne costituisce la forma quotidiana.
La prescrizione conclusiva
Semel in mense saltem haec monita legantur, et vicissim sine intermissione oremus, ut in omnibus adimpleatur voluntas Dei, cui honor, et gloria in saecula saeculorum. Amen.
«Almeno una volta al mese siano letti questi ammonimenti e, a nostra volta, preghiamo senza interruzione perché in ogni cosa si compia la volontà di Dio, al quale siano onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.» La frase finale chiarisce la funzione della tavola. Non era pensata come testo da consultare una volta e poi riporre: doveva tornare periodicamente davanti agli occhi del missionario, quasi come un esame della forma concreta assunta dalla sua vocazione.
Testo latino e traduzione italiana
Il testo latino è disposto accanto alla traduzione italiana per consentire il confronto immediato. La trascrizione segue la tavola oggi disponibile; nei pochi punti in cui la lettura rimane problematica la difficoltà è segnalata, senza introdurre correzioni congetturali. Si tratta quindi di una trascrizione conservativa di lavoro accompagnata da una traduzione fedele al senso spirituale del testo.
MONITA SALUTARIA
Praecipue pro iis, qui Apostolica munia exercent in sacro Instituto Missionum, et Spiritualium Exercitiorum sub titulo Pretiosissimi Sanguinis Domini Nostri Jesu Christi.
AMMONIMENTI SALUTARI
Soprattutto per coloro che esercitano i ministeri apostolici nel sacro Istituto delle Missioni e degli Esercizi Spirituali sotto il titolo del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo.
PRAECEPTA STUDIA MISSIONARII
- Abnegare se ipsum.
- Excutiare viam.
- Pianare virtutes.
- Sibi, moriendo mori.
- Amare Deum.
IMPEGNI DEL MISSIONARIO
- Rinnegare se stesso.
- Passaggio di lettura incerta nell’esemplare.
- Passaggio di lettura incerta nell’esemplare.
- Morire a se stesso, morendo.
- Amare Dio.
Le voci 2 e 3 sono conservate come appaiono nella tavola e richiedono verifica sull’originale prima di proporne uno scioglimento interpretativo.
NECESSARIA AD ANIMI TRANQUILLITATEM
- Infima petere.
- Silentium custodire.
- Nullum spernere.
- Spernere semetipsum.
- Spernere virtuose se sperni.
- Indifferenter omnia de manu Dei accipere.
NECESSARIO PER LA TRANQUILLITÀ DELL’ANIMO
- Cercare le cose più umili.
- Custodire il silenzio.
- Non disprezzare nessuno.
- Disprezzare se stesso.
- Saper accettare virtuosamente di essere disprezzati.
- Accogliere con indifferenza spirituale ogni cosa dalla mano di Dio.
MISSIONARIUS ASSIDUE SE EXERCEAT
- In humilitate, et castitate.
- In patientia, et mortificatione.
- In lectione, et oratione.
- In meditatione vitae Christi, qui suo nos redemit Sanguine.
- In communicatione cum Deo.
IL MISSIONARIO SI ESERCITI ASSIDUAMENTE
- Nell’umiltà e nella castità.
- Nella pazienza e nella mortificazione.
- Nella lettura e nella preghiera.
- Nella meditazione della vita di Cristo, che ci ha redenti con il suo Sangue.
- Nella comunione con Dio.
MISSIONARIO IN PRIMIS FUGIENDA
- Familiaritas mulierum.
- Singularitas, propriumque judicium.
- Voluntas, amorque proprius, etiam interdum in spiritibus.
- Otium, et studium propriae commoditatis.
- Superbia, vanaque gloria, et puerilia.
CIÒ CHE IL MISSIONARIO DEVE SOPRATTUTTO EVITARE
- La familiarità con le donne.
- La singolarità e l’attaccamento al proprio giudizio.
- La propria volontà e l’amor proprio, anche talvolta nelle cose spirituali.
- L’ozio e la ricerca delle proprie comodità.
- La superbia, la vana gloria e le puerilità.
OFFICIA ERGA FRATRES, ET COEPOS OMNES
- Omnes in Domino amare.
- Spiritus dulcedinem, et aequalitatem praeferre.
- Si opus sit, admonere cum charitate.
- Patienter omnia, et ab omnibus tolerare.
- Bono exemplo aedificare.
DOVERI VERSO I FRATELLI E VERSO TUTTI
- Amare tutti nel Signore.
- Mostrare dolcezza ed equilibrio di spirito.
- Se occorre, ammonire con carità.
- Sopportare pazientemente ogni cosa e da parte di tutti.
- Edificare con il buon esempio.
La parola «coepos» del titolo è conservata secondo la lettura disponibile e resta da verificare sull’esemplare originale.
SUMMO MANE
- Statuto tempore cito surgere.
- Sese mox divino conspectui sistere.
- Pro custodia noctis gratias agere.
- Bona proposita concipere.
- Ad eadem exequenda auxilium petere.
DI PRIMO MATTINO
- Alzarsi prontamente all’ora stabilita.
- Porsi subito alla presenza di Dio.
- Ringraziare per la custodia della notte.
- Formulare buoni propositi.
- Chiedere aiuto per metterli in pratica.
CIRCA ORATIONEM MENTALEM OBSERVANDA
- Prius animam, et materiam praeparare.
- Alienas cogitationes expellere.
- Constanter perseverare.
- Ductum S. Spiritus humili corde sequi.
- Pro admissis defectibus dolere, et pro bono successu gratias agere.
DA OSSERVARE NELLA PREGHIERA MENTALE
- Preparare prima l’anima e la materia della meditazione.
- Allontanare i pensieri estranei.
- Perseverare con costanza.
- Seguire con cuore umile la guida dello Spirito Santo.
- Dolersi dei difetti commessi e rendere grazie per il buon esito.
IN ORATIONE FREQUENTER TRACTANDA
- Cognitio sui, et dolor de peccatis.
- Quatuor hominis novissima.
- Beneficia Dei.
- Exempla Jesu Christi Redemptoris nostri.
- Gloria Paradisi nobis a Christo Jesu promerita.
DA MEDITARE FREQUENTEMENTE NELLA PREGHIERA
- La conoscenza di sé e il dolore dei peccati.
- I quattro novissimi dell’uomo.
- I benefici di Dio.
- Gli esempi di Gesù Cristo nostro Redentore.
- La gloria del Paradiso meritata per noi da Cristo Gesù.
OBSERVANDA CIRCA SACRAMENTALEM CONFESSIONEM
- Selectio Directoris; et hoc est maximum negotium.
- Conscientiam bene examinare, sed sine anxietate spiritus.
- De peccatis vehementer dolere.
- De eisdem integre confiteri saltem una vice in singula hebdomada; insuper Confessio annualis in exercitiis spiritualibus numquam omittenda.
- Emendationem serio proponere.
- Poenitentiae injunctae mox satisfacere.
DA OSSERVARE CIRCA LA CONFESSIONE SACRAMENTALE
- Scegliere il direttore spirituale: questa è cosa della massima importanza.
- Esaminare bene la coscienza, senza ansietà di spirito.
- Dolersi profondamente dei peccati.
- Confessarli integralmente almeno una volta ogni settimana; non si ometta mai, durante gli esercizi spirituali, la confessione annuale.
- Proporre seriamente l’emendazione.
- Adempiere prontamente la penitenza imposta.
CIRCA SACRUM SACRIFICIUM
- Corde humiliato, et contrito accedatur.
- Nutriatur fames spiritualis de hoc cibo Paradisi.
- Praeparatio, et gratiarum actio non omittatur.
CIRCA IL SANTO SACRIFICIO
- Ci si accosti con cuore umiliato e contrito.
- Si alimenti la fame spirituale di questo cibo del Paradiso.
- Non si omettano la preparazione e il ringraziamento.
POST SACRUM
- Cum Christo in corde se abscondere.
- Se totum Christo offerre.
- Suas, aliorumque necessitates Christo aperire.
- Pro se, et pro proximis multa a Christo petere.
- Ad aeternam beatitudinem aspirare.
DOPO LA MESSA
- Nascondersi con Cristo nel cuore.
- Offrire tutto se stesso a Cristo.
- Aprire a Cristo le proprie necessità e quelle degli altri.
- Chiedere molto a Cristo per sé e per il prossimo.
- Aspirare alla beatitudine eterna.
IN RECITATIONE DIVINI OFFICII
- Cor ab aliis cogitationibus purgare.
- Devotionem procurare.
- Ad sensum, Deumque attendere.
- Verba integre proferre.
- Obligationem hanc semper praevidere.
NELLA RECITA DELL’UFFICIO DIVINO
- Purificare il cuore dagli altri pensieri.
- Procurare la devozione.
- Prestare attenzione al senso e a Dio.
- Pronunciare integralmente le parole.
- Provvedere sempre all’adempimento di questo obbligo.
CONSCIENTIAE EXAMEN
- Lumen a Deo petere, et pro beneficiis gratias agere.
- Conscientiam discutere, ut commissa vel omissa noscantur.
- Gratias receptas, et usum in mente revolvere.
- Dolorem concipere, et, intentiam in Deo, emendationem proponere.
ESAME DI COSCIENZA
- Chiedere a Dio la luce e ringraziare per i benefici.
- Esaminare la coscienza per riconoscere ciò che è stato commesso o omesso.
- Ripensare alle grazie ricevute e all’uso che se ne è fatto.
- Concepire dolore e proporre in Dio l’emendazione.
AD MENSAM
- Tacere.
- Legere aedificativas Salsiano studere.
- Lectioni attendere.
- Animam spirituali cibo reficere.
A MENSA
- Tacere.
- Passaggio di lettura incerta, riferito alla lettura edificante.
- Prestare attenzione alla lettura.
- Ristorare l’anima con il cibo spirituale.
La seconda voce è riportata secondo quanto oggi leggibile nella riproduzione; la forma latina richiede controllo diretto sull’originale.
EXTRA DOMUM
- Nunquam solus.
- Portas sensuum diligenter custodire.
- Modestiam, ac gravitatem servare.
- Rebus vanis ac novis non attendere.
- De rebus spiritualibus loqui.
- Populi frequentiam evitare.
FUORI CASA
- Mai da solo.
- Custodire diligentemente le porte dei sensi.
- Conservare modestia e gravità.
- Non prestare attenzione a cose vane e novità.
- Parlare di cose spirituali.
- Evitare la folla.
IN LECTO
- De morte, et sepulchro cogitare.
- Contra insidias inimici se munire praesentia Dei.
- Quoties evigilas, ad Deum recurrere.
- Ultra necessitatem in lecto non manere.
A LETTO
- Pensare alla morte e al sepolcro.
- Difendersi dalle insidie del nemico mediante la presenza di Dio.
- Ogni volta che ci si risveglia, ricorrere a Dio.
- Non rimanere a letto oltre il necessario.
IN MINISTERIIS
- Gravitas in actione, humilitate suffulta.
- Puritas verborum, discretione directa.
- Aspiratio assidua ad Deum, sancto Divino amore genita.
- Patientia in laboribus et aerumnis, exemplo Jesu Christi promota.
- Puritas intentionis in operando, a religione animo insculpta.
- Prudentia in agendo, consilio ut plurimum acquiescenda.
- Statutum ordinem adimplere, et concordiam strenue servare.
NEI MINISTERI
- Gravità nell’agire, sostenuta dall’umiltà.
- Purezza delle parole, guidata dalla discrezione.
- Aspirazione assidua a Dio, generata dal santo amore divino.
- Pazienza nelle fatiche e nelle tribolazioni, alimentata dall’esempio di Gesù Cristo.
- Purezza d’intenzione nell’operare, impressa nell’animo dalla religione.
- Prudenza nell’agire, normalmente disposta ad accogliere il consiglio.
- Adempiere l’ordine stabilito e custodire con fermezza la concordia.
Semel in mense saltem haec monita legantur, et vicissim sine intermissione oremus, ut in omnibus adimpleatur voluntas Dei, cui honor, et gloria in saecula saeculorum. Amen.
Almeno una volta al mese siano letti questi ammonimenti e, a nostra volta, preghiamo senza interruzione perché in ogni cosa si compia la volontà di Dio, al quale siano onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Una pagina di spiritualità missionaria
Accanto agli Avvertimenti per il Prefetto di Chiesa, che fanno entrare nell’organizzazione liturgica della Casa, e al Catalogo delle Indulgenze, che conserva una memoria della precedente stagione passionista, i Monita Salutaria aprono un’altra porta: quella della formazione interiore del missionario. La sagrestia e le carte che vi sono state custodite restituiscono così anche il volto degli uomini chiamati a servire la chiesa e il popolo, con una disciplina che cercava di ricondurre ogni momento della giornata alla presenza di Dio e al Sangue di Cristo.