
1766–1848 · Sacerdote, missionario e vescovo
Prima che San Felice diventasse la Casa Madre dei Missionari del Preziosissimo Sangue, Gaetano Bonanni aveva già cercato una forma stabile per sacerdoti dedicati alla predicazione. Qui quell’intuizione incontrò Gaspare del Bufalo, Belisario Cristaldi e il progetto che nel 1815 avrebbe dato vita alla Casa di Missione.
La figura di Gaetano Bonanni appartiene in modo inseparabile alla storia di San Felice e, nello stesso tempo, la oltrepassa. Nato a Roma il 16 giugno 1766, sacerdote e predicatore, nel 1813 diede vita agli Operai Evangelici; nel 1815 divenne il primo superiore della Casa di Missione di San Felice; nel 1821 fu chiamato a guidare la restaurata diocesi di Norcia, dove rimase fino alla rinuncia del 1843 e dove morì il 17 agosto 1848.
Per lungo tempo Bonanni è stato ricordato soprattutto nel punto in cui la sua vicenda incrocia quella di san Gaspare del Bufalo. Questo percorso sceglie di guardarlo nella sua interezza. La storia delle origini mostra due esperienze che si incontrano e contribuiscono, con responsabilità differenti, alla nascita della Casa: Bonanni porta con sé gli Operai Evangelici e ne diventa il primo superiore; Gaspare imprime progressivamente all’opera quella fisionomia missionaria e quella spiritualità del Preziosissimo Sangue che condurranno alla Congregazione. Restituire spazio a Bonanni non richiede di sottrarlo a Gaspare, né di mettere i due uomini in gara a due secoli di distanza, esercizio al quale la storia sopravvive benissimo senza il nostro aiuto.
Le quattro pagine raccolte qui seguono quindi altrettanti aspetti di una sola vita. La biografia permette di riconoscere il filo che unisce Roma, San Felice e Norcia; gli scritti fanno entrare nel laboratorio spirituale del predicatore e del formatore; l’episcopato mostra come l’uomo delle missioni abbia cercato di rendere concretamente presente la Chiesa nelle montagne nursine; gli avvenimenti del 2026 riportano infine una parte delle sue spoglie nella Casa delle origini e riaprono, insieme, la memoria dei Missionari che San Felice custodiva.
Quattro percorsi per incontrare Gaetano Bonanni
La vita
Gaetano Bonanni. Una vita consegnata
Roma, gli Operai Evangelici, la nascita della Casa di San Felice, il rapporto con Gaspare, la chiamata all’episcopato e gli ultimi anni a Norcia. Una biografia che restituisce Bonanni alla sua storia senza ridurlo al ruolo di comprimario delle origini.
Gli scritti
Gaetano Bonanni scrittore
Dalle meditazioni sulla Passione alla Vita di Gesù Cristo meditata, fino alla formazione sacerdotale: libri nati dalla predicazione e pensati perché la verità contemplata raggiunga le scelte concrete della vita.
La Chiesa nursina
Gaetano Bonanni vescovo di Norcia
Dal 1821 al 1843: il Sinodo, il Seminario, la formazione del clero, le visite pastorali, le difficoltà politiche e una rete di relazioni e di carità. Il missionario chiamato a rendere vicina una diocesi appena restaurata.
2026
Il ritorno alla Casa delle origini
La ricognizione del 22 luglio, la diversa destinazione delle ossa maggiori e delle exuviae, la sosta a San Felice e la memoria dei primi Missionari tornata alla luce nella cripta della Casa Madre.
Una storia che attraversa tre luoghi
Roma, San Felice e Norcia non sono semplicemente tre tappe di una cronologia. Roma custodisce la nascita, la formazione sacerdotale e l’ambiente ecclesiale nel quale Bonanni maturò la propria vocazione alla predicazione; San Felice fu il luogo nel quale il progetto degli Operai Evangelici trovò una casa e incontrò la storia della futura Congregazione; Norcia accolse più di vent’anni del suo ministero episcopale e gli ultimi anni della sua vita. Nel 2026 questi luoghi sono tornati a incontrarsi nel viaggio dei suoi resti: le ossa maggiori, dopo la ricognizione a Norcia e una notte a San Felice, hanno raggiunto Roma, mentre le exuviae sono rimaste stabilmente nella cripta della Casa Madre.
È dentro questa geografia che la figura di Bonanni ritrova la propria unità. Sacerdote romano, uomo delle missioni, primo superiore di San Felice, autore spirituale e vescovo di Norcia: esperienze diverse che appartengono alla stessa vita e che spiegano perché, dopo due secoli, la sua memoria continui ad avere un posto proprio nella storia dell’Abbazia.