Per entrare nella meditazione
Cari amici buongiorno e buon inizio di settimana. La parola di Paolo ci ha mostrato che il corpo può glorificare Cristo anche dentro il limite. Nella festa di san Matteo il Vangelo ci ricorda che esiste una ferita più profonda della malattia: il peccato, capace di deformare la libertà e di ferire gli altri attraverso le nostre scelte. Gesù entra proprio nel luogo in cui Matteo è seduto e lo chiama ad alzarsi. La misericordia raggiunge il peccatore nel punto in cui si trova e lo rimette in cammino. Ascoltiamo il «Seguimi» come una parola che restituisce futuro e domanda una conversione visibile nella vita.
Parola da meditare
«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati» (Mt 9,9-13)
Mettiti alla presenza di Dio
Nella festa di san Matteo, contempla Gesù che attraversa il luogo delle imposte e posa lo sguardo su un uomo seduto al banco. Porta davanti al Signore una colpa che ti ha fatto dubitare della possibilità di cambiare. Ascolta la chiamata rivolta proprio a quell’uomo: «Seguimi». Prega lentamente: Gesù, medico dei peccatori, entra nella casa della mia vita. Mostrami la ferita che chiede conversione e donami la forza di alzarmi per seguirti.
Ascolta
Matteo è seduto nel luogo in cui esercita un mestiere segnato dal sospetto di ingiustizia e collaborazione con il potere straniero. Gesù lo vede e lo chiama. L’uomo si alza. Poco dopo, la tavola della sua casa accoglie il Maestro insieme a molti pubblicani e peccatori. Sosta sul movimento del corpo: Matteo era seduto e si alza. La conversione comincia da una parola ricevuta e prende forma in una posizione nuova.
Considera
Matteo è ancora seduto al banco quando Gesù lo vede. La chiamata non arriva dopo che l’uomo ha già sistemato la propria vita; lo raggiunge nel luogo nel quale la sua responsabilità è compromessa e apre una possibilità nuova. Il movimento del corpo raccontato dal Vangelo è semplice e decisivo: Matteo si alza. La misericordia precede il cambiamento, ma proprio perché è misericordia non lascia l’uomo nella posizione nella quale lo ha trovato.
San Giovanni Crisostomo paragona Cristo al medico che va incontro al malato e accetta la vicinanza necessaria alla cura. La tavola condivisa con pubblicani e peccatori non significa che il male sia diventato irrilevante. Gesù entra nella casa perché è venuto a guarire. «Misericordia io voglio» non oppone la carità alla verità; smaschera un culto che può diventare rifugio dall’obbligo di riconoscere l’ingiustizia e di lasciarsi convertire.
La conversione cerca una forma concreta. Una colpa economica può chiedere restituzione, una parola offensiva può esigere un riconoscimento e un’abitudine disordinata può richiedere decisioni che ne interrompano il corso. San Giovanni Paolo II descrive il sacramento della Penitenza come il luogo nel quale la persona ritorna alla verità su di sé davanti alla misericordia di Dio (Reconciliatio et paenitentia, 31). La vergogna può segnalare che un comportamento è indegno della nostra vocazione, ma diventa distruttiva quando convince la persona di coincidere definitivamente con il proprio peccato.
Gesù distingue Matteo dal suo banco e gli restituisce un futuro. La casa che prima apparteneva alla vita vecchia diventa luogo nel quale altri possono incontrare il Signore. La grazia non cancella la storia, la converte e la rende feconda. Domani, davanti alla tomba di Lazzaro, incontreremo un’altra ferita che nessuna conversione personale può evitare: la morte di una persona amata. Gesù ci mostrerà che la speranza non rende inutile il pianto.
Guarda la tua vita alla luce di Cristo
Quale banco continua a trattenerti in una posizione contraria al Vangelo? Quale gesto concreto mostrerebbe che hai accolto la chiamata di Cristo? Lascia che lo sguardo del Signore raggiunga la tua colpa senza confonderla con la tua identità. Ascolta il tuo nome dentro la parola «Seguimi».
Parla al Signore
Gesù, medico misericordioso,
tu mi vedi nel luogo della mia colpa
e continui a chiamarmi.
Donami la verità che riconosce il male
e la speranza che permette di rialzarsi.
Fa’ che la mia conversione
raggiunga le persone che ho ferito.
Conducimi al sacramento della Riconciliazione
con un cuore sincero.
Trasforma la mia casa e le mie relazioni
in un luogo dove altri possano incontrarti. Amen.
Riforma la tua giornata
Prepara con sincerità una confessione su una colpa concreta, includendo il passo di riparazione che essa richiede.
Custodisci nel cuore
«Seguimi»
Gesù, chiamami fuori dal peccato e rialzami.

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