Il documento qui trascritto fu predisposto e sottoscritto a Norcia il 22 luglio 2026 in occasione della ricognizione, raccolta e traslazione dei resti mortali di mons. Gaetano Bonanni. La pagina riproduce integralmente il rogito e la memoria biografica ad esso allegata.

ROGITO
per la ricognizione, la raccolta e la traslazione dei resti mortali di Mons. Gaetano Bonanni
Nel nome della Santissima Trinità. Amen.
Nell’anno del Signore duemilaventisei, il giorno ventidue del mese di luglio, presso il cimitero comunale di Norcia, nella Pievania dei Santi Benedetto e Scolastica, alla presenza del Cancelliere Arcivescovile don Luca Gentili, delegato dell’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, e del Rev.do don Benedetto Labate, C.PP.S., Provinciale della Provincia Italiana dei Missionari del Preziosissimo Sangue, quali autorità ecclesiastiche preposte alla ricognizione rispettivamente per l’Archidiocesi e per l’Istituto, presenti come testimoni il Rev.do don Mario Proietti, C.PP.S., Direttore della Casa Madre di San Felice in Giano, e il Rev.do don Altin Shabani, C.PP.S., si è proceduto alla ricognizione, alla raccolta e alla nuova deposizione dei resti mortali di Mons. Gaetano Bonanni, già vescovo di Norcia, nato a Roma il 16 giugno 1766, ordinato sacerdote il 18 dicembre 1790, fondatore dell’Opera degli Operai Evangelici, primo superiore della prima Casa di Missione di San Felice in Giano, nominato vescovo di Norcia il 27 giugno 1821, consacrato vescovo l’8 luglio 1821, fece il suo ingresso a Norcia il 21 luglio 1821, presentò la rinuncia al governo pastorale della diocesi il 1° gennaio 1843, la rinuncia fu accolta da papa Gregorio XVI il 20 marzo 1843 e morì a Norcia il 17 agosto 1848.
I resti mortali, già custoditi nella Cattedrale di Santa Maria Argentea in Norcia e successivamente collocati nel cimitero comunale a seguito degli eventi sismici dell’ottobre 2016, che resero inagibile la Cattedrale, sono stati preparati per la traslazione nella chiesa di Santa Maria in Trivio a Roma, sede della Curia Generalizia dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Nella medesima chiesa riposano i corpi di san Gaspare del Bufalo e del beato Giovanni Merlini; nello stesso luogo saranno accolti anche i resti mortali di don Biagio Valentini, primo successore di san Gaspare nella direzione generale dell’Istituto.
La traslazione è stata autorizzata in seguito alla richiesta presentata il 10 marzo 2026 dal Moderatore Generale dei Missionari del Preziosissimo Sangue, don Emanuele Lupi, C.PP.S., a Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia. L’autorizzazione è stata concessa con lettera del 16 giugno 2026, prot. n. 14852/A/26.
Il Rev.do don Benedetto Labate, C.PP.S., Provinciale della Provincia Italiana dei Missionari del Preziosissimo Sangue, ha assunto per l’Istituto la responsabilità ecclesiale delle operazioni. Su sua disposizione, don Mario Proietti, C.PP.S., Direttore della Casa Madre di San Felice in Giano, ha curato le incombenze preparatorie, i rapporti con gli uffici ecclesiastici e civili competenti e le intese con l’agenzia funebre incaricata. Don Altin Shabani, C.PP.S., è intervenuto quale testimone per la Provincia Italiana.
L’atto intende onorare la memoria di Mons. Gaetano Bonanni, pastore della Chiesa di Norcia e figura appartenente alle origini dell’Istituto. La nuova collocazione a Santa Maria in Trivio ricongiunge la sua memoria a quella di san Gaspare del Bufalo e del beato Giovanni Merlini, custodendo in un medesimo luogo persone che servirono la missione della Chiesa sotto il segno del Sangue di Cristo.
Aperta la precedente cassetta, i resti mortali di Mons. Gaetano Bonanni sono stati raccolti con rispetto e deposti in una nuova cassetta di zinco, rivestita internamente di velluto rosso.
Osservazioni sulla ricognizione e sullo stato della precedente cassetta:
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Insieme ai resti mortali è stato collocato un crocifisso da missionario del Preziosissimo Sangue, quale segno dell’appartenenza di Mons. Bonanni alla famiglia missionaria sorta dall’Opera degli Operai Evangelici e della fede da lui annunciata. Nella cassetta è stato inserito il presente rogito, custodito in apposito tubo, affinché rimanga memoria certa dell’atto compiuto, delle sue motivazioni ecclesiali e della destinazione dei resti mortali.
Sulla chiusura della cassetta sono stati apposti i sigilli dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia e dell’Istituto dei Missionari del Preziosissimo Sangue. La cassetta è, quindi, collocata nel manufatto marmoreo predisposto per la sepoltura nella chiesa di Santa Maria in Trivio. Sul manufatto saranno riprodotti lo stemma episcopale di Mons. Gaetano Bonanni e le seguenti iscrizioni.
Sul lato frontale: ossa Gaetani Bonannii episcopi nursini MDCCCXXI – MDCCCXLIII hic condita sunt exspectantia beatam resurrectionem qui obiit in pace die XVII augusti MDCCCXLVIII aetatis suae LXXXII
Sul lato posteriore: Gaetanus Bonannius, sacerdos Romanus, vir probatissimae virtutis atque rectae doctrinae, a Pio VII Pontifice Maximo ad Sedem Nursinam instauratam electus est. Opus Operariorum Evangelicorum condidit, ex cuius semine Congregatio Pretiosissimi Sanguinis orta est. Sancto Gaspari a Bufalo et Beato Ioanni Merlini frater carissimus atque socius in opere missionario fuit. Munere episcopali sedulo functus, humili animo eidem renuntiavit. A confratribus suis die XXII Iulii MMXXVI ossa eius ex Norcia Romam translata et hoc in sepulcro reposita sunt ad perennem memoriam.
Terminate le operazioni, le spoglie mortali di Mons. Gaetano Bonanni sono portate presso l’Abbazia di San Felice dove restano per la notte. Al mattino, la comunità celebra la messa di suffragio per l’anima del confratello. Le spoglie vengono, poi, benedette ed incensate con il rito di commiato e, successivamente, sono avviate alla città di Roma, perché siano collocate nella medesima chiesa di Santa Maria in Trivio.
A futura memoria, affinché quanto oggi compiuto sia custodito con verità e riverenza, il presente rogito viene letto, approvato e sottoscritto in triplice copia originale dalle autorità ecclesiastiche preposte alla ricognizione e dai testimoni. Di tali copie, una viene deposta, in apposito involucro, nella nuova cassetta contenente i resti mortali di Mons. Gaetano Bonanni; una viene conservata presso l’Archivio della Curia Arcivescovile di Spoleto-Norcia; una viene consegnata all’Archivio della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue.
Norcia, 22 luglio 2026
AUTORITÀ ECCLESIASTICHE PREPOSTE ALLA RICOGNIZIONE
don Luca Gentili
Cancelliere Arcivescovile
delegato dell’Arcivescovo di Spoleto-Norcia
Firma: __________________________
don Benedetto Labate, C.PP.S.
Provinciale della Provincia Italiana
dei Missionari del Preziosissimo Sangue
Firma: __________________________
TESTIMONI
don Mario Proietti, C.PP.S.
Direttore della Casa Madre di San Felice in Giano
Firma: __________________________
don Altin Shabani, C.PP.S.
Testimone per la Provincia Italiana
Firma: __________________________
Memoria biografica di Mons. Gaetano Bonanni
Vescovo di Norcia e padre delle origini missionarie del Preziosissimo Sangue
Ad perpetuam rei memoriam
Monsignor Gaetano Bonanni nacque a Roma il 16 giugno dell’anno 1766 da famiglia modesta. Ricevette un’accurata formazione teologica presso il Collegio Romano, distinguendosi per pietà, disciplina ecclesiastica e solida preparazione dottrinale. Ordinato sacerdote il 18 dicembre 1790, esercitò il ministero pastorale negli anni difficili dell’occupazione napoleonica, dedicandosi con zelo alla predicazione, alle opere di carità e alla formazione del giovane clero.
Il 17 giugno 1813 diede vita all’Opera degli Operai Evangelici, sorta per promuovere la predicazione missionaria e il rinnovamento spirituale del clero. A tale opera aderì, nell’anno seguente, anche il sacerdote romano don Gaspare del Bufalo, mentre si trovava in esilio a Firenze. Da questo primo nucleo prese forma la futura Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue.
All’abbazia di San Felice, nel territorio dell’allora diocesi spoletina, venne inaugurata il 15 agosto 1815 la prima Casa stabile di Missione. In quella prima comunità Mons. Bonanni ebbe un ruolo decisivo: ne fu il primo Superiore e contribuì a darle una struttura stabile. La sua memoria resta così legata alle origini dell’Istituto, accanto alla figura di San Gaspare del Bufalo e, successivamente, del Beato Giovanni Merlini.
Nel 6 gennaio 1821, il Sommo Pontefice Pio VII ricostituì l’antica diocesi di Norcia, separandola da Spoleto e assegnandole un territorio composto da oltre cento parrocchie. La sede nursina fu posta immediatamente sotto la Santa Sede e la chiesa di Santa Maria Argentea, antica pieve cittadina, divenne cattedrale della diocesi restaurata.
Il 27 giugno 1821 Mons. Gaetano Bonanni fu nominato primo Vescovo della diocesi nursina ricostituita. Ricevette la consacrazione episcopale a Roma l’8 luglio 1821. A lui spettò il compito di dare forma concreta alla nuova vita diocesana, ordinando attorno al Vescovo e alla Cattedrale le istituzioni necessarie al governo pastorale, alla formazione del clero e alla cura del popolo cristiano.
A compensazione della perdita territoriale subita da Spoleto con la ricostituzione della sede nursina, il 15 settembre 1821, con la bolla Pervetustam episcopalium, Pio VII elevò Spoleto al rango di arcidiocesi non metropolitana, la prima sede arcivescovile dell’Umbria. In tal modo, la missione episcopale di Mons. Bonanni si collocò dentro un più ampio riordinamento ecclesiastico del territorio umbro, segnando insieme la rinascita della diocesi di Norcia e una nuova dignità per la Chiesa spoletina.
governò la diocesi dal 1821 al 1843, dunque per oltre ventidue anni. Rimase poi a Norcia per altri cinque anni come vescovo dimissionario. Promosse la formazione sacerdotale, la predicazione, la vita spirituale dei fedeli e l’assistenza ai poveri. Sostenne la vita delle confraternite e curò la rinascita ecclesiale di una Chiesa locale che aveva bisogno di essere nuovamente ordinata attorno al suo vescovo, alla sua cattedrale e al suo clero.
Accanto al ministero episcopale, lasciò numerosi scritti ascetici e pastorali, tra cui La Vita di Gesù Cristo meditata, Il Mese santificato, Lo spirito sacerdotale rinnovato e le Meditazioni sulla Passione. Queste opere testimoniano la sua profonda devozione al mistero della Redenzione e la sua costante attenzione alla formazione interiore dei sacerdoti e dei fedeli.
Si lascia a memoria uno degli ultimi suoi appunti spirituali scritto in prossimità della morte: “Signore, ho percorso la via che Tu mi hai tracciato, spesso nel buio, ma con fede. Ho accettato l’obbedienza, ho cercato il bene della Chiesa e delle anime. Non ho cercato onori, né li ho trattenuti. Ora che la mia vita declina, Ti offro ogni fatica, ogni timore, ogni silenziosa attesa. Ricevi, o Dio, quanto è stato fatto per amore Tuo e perdona ciò che non fu secondo il Tuo volere. Sia tutto compiuto nel Sangue del Tuo Figlio.”
A motivo della salute ormai precaria, che gli impediva di attendere con piena sollecitudine al governo pastorale della diocesi, nel 1843 rinunciò al ministero episcopale nursino. La sua rinuncia, maturata in un tempo nel quale gli uffici ecclesiastici erano ancora legati anche al sostentamento garantito dai benefici e dalle prebende, rimane testimonianza di umiltà, libertà interiore e amore sincero per la Chiesa. Mons. Gaetano Bonanni morì a Norcia il 17 agosto 1848.
Norcia, 22 luglio 2026