don Mario Proietti, C.PP.S.

Due palmi sopra il cuore

Discernere il presente con lo sguardo della fede

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ASCOLTARE E DIGIUNARE: LA CONVERSIONE CHE RICUCE IL CUORE

Cari amici, il Messaggio di Papa Leone XIV per la Quaresima 2026 ha una struttura semplice e proprio per questo molto esigente. Il Papa invita la Chiesa a rimettere Dio al centro attraverso un ascolto più vero della Parola, un digiuno capace di educare il desiderio e un cammino condiviso che tocchi concretamente le relazioni.

La prima conversione riguarda l’ascolto. Ogni cammino cristiano ricomincia quando la Parola smette di essere un rumore familiare e torna a raggiungere il cuore come una visita di Dio. La Scrittura illumina, corregge e consola, soprattutto quando le permettiamo di interrompere le nostre abitudini e di mettere in discussione le letture troppo comode della realtà.

Leone XIV richiama il roveto ardente e il Dio che vede la miseria del suo popolo e ne ascolta il grido. L’ascolto della Parola educa così all’ascolto della sofferenza reale. Una liturgia autentica non ci chiude in uno spazio protetto: affina l’orecchio perché impariamo a riconoscere ciò che chiede giustizia, misericordia e responsabilità.

La seconda dimensione è il digiuno. Il Papa lo presenta come un esercizio antico e ancora necessario, capace di coinvolgere il corpo e di rimettere ordine negli appetiti. Il digiuno ricorda che il desiderio può essere educato e che la libertà cresce anche attraverso una rinuncia scelta con consapevolezza.

In questo passaggio ritorna una bella intuizione agostiniana: il desiderio di Dio dilata l’anima e ne accresce la capacità. La Quaresima, allora, non impoverisce la vita. Crea spazio. Riduce il rumore interiore e rende il cuore più capace di ricevere.

Leone XIV insiste anche su una forma di digiuno particolarmente urgente: l’astensione dalle parole che feriscono. In un tempo nel quale il linguaggio si trasforma facilmente in arma, la Quaresima può diventare una scuola di misura. Imparare a non reagire subito, a non parlare male di chi è assente, a rinunciare alla battuta che umilia significa già disarmare qualcosa dentro di noi.

Questo digiuno della lingua non chiede un silenzio evasivo. Chiede parole più vere, capaci di correggere senza disprezzare e di dire la verità senza aggiungere violenza. La gentilezza evangelica nasce qui, come forza che custodisce la relazione e rende possibile anche un confronto esigente.

Il terzo tratto del Messaggio riguarda il cammino comunitario. La conversione cristiana non si compie in isolamento. Parrocchie, famiglie, comunità religiose e gruppi ecclesiali sono chiamati a verificare insieme il proprio stile di vita, perché la Quaresima tocchi la qualità del dialogo e la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà.

Questo sposta l’attenzione da una religiosità soltanto individuale a una conversione delle relazioni. Una comunità entra davvero in Quaresima quando ascolta meglio, quando riduce il bisogno di giudicare e quando trova il coraggio di ricucire ciò che si è strappato.

Il Messaggio di Leone XIV consegna così un programma sobrio: fare spazio alla Parola, educare il desiderio e disarmare il linguaggio. Se queste scelte diventano concrete, la Quaresima dilata davvero l’anima e restituisce al cuore una capacità nuova di ascoltare Dio e i fratelli.

Messaggio di Papa Leone XIV per la Quaresima 2026

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