Con la solennità della Pentecoste si è concluso il tempo pasquale. Il Cielo ha toccato la terra nel dono dello Spirito, e ora la Chiesa torna a camminare nel tempo “ordinario”, che in realtà è tutto fuorché banale: è lo spazio dove la grazia si intreccia con la vita quotidiana, e dove lo Spirito continua a operare, silenziosamente ma con potenza.
I fratelli e le sorelle legati alla forma liturgica tradizionale proseguiranno nella celebrazione dell’Ottava di Pentecoste, secondo l’antico calendario. Questa differenza non deve separarci, ma spronarci a vivere un’unica fede nella varietà dei segni, nella carità che tutto tiene insieme. Come ricorda il Santo Padre: ciò che conta è camminare insieme, non necessariamente allo stesso passo, ma nella stessa direzione.
Nel Vangelo di oggi (Mt 5,1-12), la Chiesa ci dona un incipit potente per questo nuovo tratto di cammino: le Beatitudini. Il Signore ci propone un ideale alto, sublime, radicalmente opposto alla logica del mondo. Ma è proprio in quella proposta che si trova la via della vera felicità: la gioia che nessuno può togliere.
Una meditazione per l’inizio del Tempo Ordinario
Desidero offrire una breve riflessione per iniziare bene questo tempo liturgico, che riparte con la proclamazione delle Beatitudini: oggi ci vengono descritte le sublimi virtù dei santi e dei martiri della Chiesa, vengono enumerati i migliori ideali di cui Cristo ha adornato la sua Sposa, ci viene indicata la via aurea alla santità e i percorsi del Regno.
Il nostro mondo fa molta fatica a comprendere le beatitudini del Vangelo: risuonano quasi assurde, se confrontate con i canoni che l’uomo si è dato. Se provassimo a scrivere le beatitudini del mondo, invertiremmo letteralmente quelle proclamate da Cristo. Eppure, mentre le beatitudini evangeliche conducono alla pienezza, quelle mondane deludono, ingannano, logorano. Entrano in gioco il tempo e l’eternità, il tutto e subito e l’attesa nella fede. Finché restiamo proni sulla terra e non alziamo gli occhi verso l’alto, ogni nostra ricerca di benessere è destinata a naufragare. L’ansia cresce, le brame non si spengono, l’angoscia ci opprime. Eppure, il Cristo continua a dirci la via del vero bene.
Una proposta per vivere la Parola
Riprendiamo insieme il tempo ordinario con semplicità e con coraggio. Le Beatitudini ci ricordano che anche noi, nel nostro piccolo, siamo poveri, afflitti, assetati di giustizia, alle volte presi di mira perché cerchiamo Dio. Non temiamo: Gesù ci chiama beati.
La Promessa si compie già in coloro che accettano la croce della vita e la trasfigurano nella luce della fede.
Ti invito oggi a rileggere lentamente le Beatitudini e a pregare così: “Signore Gesù, ti ringrazio per il dono della fede. Aprimi a vivere con più consapevolezza le Beatitudini, per essere veramente tuo amico; e alla tua sequela raggiungere il Regno promesso con tutti coloro che tu mi poni accanto. Amen.”
Buon inizio di settimana, e buon Tempo Ordinario: nel cuore delle cose semplici, Dio sta costruendo la tua santità.
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