don Mario Proietti, C.PP.S.

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UN LEGAME INASPETTATO TRA RIMINI E TERNI

Cari amici, un amico di Terni, leggendo il mio testo storico sulla Casa di Missione di Rimini, mi ha chiesto di raccontare il legame tra Terni e Rimini. Ne è uscita una vicenda singolare, fatta di memoria mariana e di quella cura con cui il popolo cristiano custodisce i segni ricevuti.

Nel maggio del 1850, a Rimini, l’attenzione dei fedeli si concentrò sul quadro della Madonna della Misericordia venerato nella chiesa di Santa Chiara. La tradizione locale ricorda il movimento degli occhi dell’effigie e l’inizio di una lunga stagione di preghiera e di pellegrinaggi. La presenza dei Missionari del Preziosissimo Sangue in quel luogo era già iniziata nel 1824, inserendo così questa devozione dentro una storia missionaria che avrebbe attraversato l’Ottocento.

Nello stesso anno anche Terni visse un’esperienza che la documentazione diocesana presenta come straordinaria. L’effige della Madonna della Misericordia si trovava nella casa del conte Giovanni Manassei e, dopo le testimonianze sul movimento degli occhi, venne consegnata al vescovo Antonio Magrini ed esposta alla pubblica venerazione in Cattedrale. La diocesi ricorda che il fenomeno si ripeté davanti a numerosi fedeli e che, dopo un processo canonico concluso favorevolmente, il quadro venne collocato nella cappella della Cattedrale il 21 novembre 1850.

Un particolare rende il collegamento con Rimini ancora più interessante. L’annuario diocesano ternano descrive l’immagine come raffigurazione della Madonna della Misericordia di Rimini. Il legame, dunque, non nasce soltanto dalla somiglianza successiva delle due devozioni: la memoria riminese sembra entrare già nell’origine della venerazione ternana.

La storia di Terni conosce poi una seconda tappa importante. Il 16 maggio 1896 il prodigio venne ricordato come rinnovato e, secondo la documentazione diocesana, il fenomeno si ripeté più volte fino all’agosto dello stesso anno. Nel 1897 la Madonna della Misericordia fu riconosciuta patrona della città e della diocesi. La devozione assunse così una forma stabile, capace di entrare nella memoria ecclesiale del territorio.

È in questo contesto che compare mons. Francesco Bacchini, eletto vescovo di Terni nel 1898 e rimasto alla guida della diocesi fino al 1905. Nato a San Giovanni in Marignano, nel territorio riminese, Bacchini porta nella propria biografia un ulteriore legame fra le due Chiese locali. Le cronache riminesi dell’anno giubilare 1900 ricordano la sua presenza durante i festeggiamenti collegati alla Madonna della Misericordia.

Il collegamento tra Rimini e Terni non ha bisogno di essere caricato oltre ciò che le fonti permettono di dire. Proprio per questo è affascinante: due Chiese locali, due memorie mariane nate nello stesso 1850, un’immagine ternana legata alla tradizione riminese e, mezzo secolo dopo, un vescovo proveniente dal territorio romagnolo che guida la Chiesa di Terni.

Le immagini delle due effigi, poste una accanto all’altra, colpiscono per la somiglianza dell’impostazione. Anche qui conviene restare sobri: la somiglianza iconografica è un dato visibile, mentre il significato spirituale appartiene alla lettura credente di una comunità che riconosce in Maria un richiamo alla misericordia, alla preghiera e alla fiducia.

Questa pagina, letta oggi, non chiede curiosità. Chiede memoria. E suggerisce una domanda semplice: che cosa accade quando un segno religioso attraversa luoghi diversi e genera per decenni preghiera, devozione e identità ecclesiale? La risposta non sta nel moltiplicare interpretazioni, ma nel riconoscere con gratitudine ciò che una comunità ha custodito e nel lasciarsi ricondurre all’essenziale.

Per approfondire

Diocesi di Terni – La Madonna della Misericordia venerata nella Cattedrale
Diocesi di Terni – Vescovi di Terni
Diocesi di Rimini – Istituti religiosi

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