don Mario Proietti, C.PP.S.

Due palmi sopra il cuore

Discernere il presente con lo sguardo della fede

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DALLA TEMPESTA AL CENTRO: IL VOLTO DI CRISTO NELLA MISSIONE DELLA CHIESA

Cari amici, in questi mesi mi capita spesso di leggere le parole di Papa Leone XIV cercando di sottrarmi a una tentazione ormai abbastanza diffusa: domandarmi anzitutto che cosa vogliano correggere del passato, quale schieramento possano soddisfare o quale orientamento futuro lascino intravedere.

Qualche volta basta leggere ciò che il Papa dice.

Il messaggio inviato ai vescovi della Conferenza Ecclesiale dell’Amazzonia, riuniti a Bogotá dal 17 al 20 agosto, mi sembra particolarmente significativo proprio per questo. Leone XIV indica alcune questioni concrete che riguardano una regione complessa e ferita e le riconduce tutte a un centro che precede ogni programma pastorale: Gesù Cristo.

L’Amazzonia porta con sé problemi enormi. Ci sono popolazioni che chiedono giustizia e rispetto, territori sottoposti a sfruttamento, una ricchezza naturale che interpella la responsabilità dell’uomo. Negli ultimi anni la Chiesa ha dedicato a questa realtà un Sinodo speciale e un lungo lavoro di ascolto.

Leone XIV assume questo cammino.

Richiama ciò che il Sinodo ha insegnato sulla partecipazione delle diverse vocazioni ecclesiali e invita i vescovi a esercitare concretamente unità e collegialità. Dentro questo quadro indica tre dimensioni dell’azione pastorale: l’annuncio del Vangelo, il trattamento giusto dei popoli che abitano l’Amazzonia e la cura della casa comune.

Potremmo fermarci all’elenco.

Il Papa compie invece un passo ulteriore e stabilisce il punto dal quale tutto deve ricevere ordine.

«È essenziale che Gesù Cristo, nel quale tutte le cose si ricapitolano, sia annunciato con chiarezza e immensa carità».

Questa frase dice molto.

La missione della Chiesa in Amazzonia non nasce dalla necessità di aggiungere una dimensione religiosa a un progetto sociale o ecologico già costruito. Nasce dall’annuncio di Cristo, dentro il quale anche la giustizia e la custodia del creato ricevono la loro misura pienamente cristiana.

Questo non riduce l’attenzione alle ferite concrete delle persone.

La rende più profonda.

Leone XIV collega infatti l’annuncio del nome di Cristo alla diminuzione dell’ingiustizia, perché riconoscersi fratelli modifica il modo in cui gli uomini si trattano. La fede cristiana entra così nelle strutture della vita senza perdere la propria origine.

È un passaggio importante.

Qualche volta abbiamo contrapposto evangelizzazione e promozione umana come se occorresse decidere quale delle due fosse la vera missione della Chiesa. Altre volte abbiamo trasformato l’annuncio cristiano in una cornice spirituale aggiunta a questioni che venivano affrontate con categorie quasi esclusivamente sociologiche.

Il messaggio del Papa ricompone il quadro.

Cristo viene annunciato e proprio l’incontro con Cristo cambia il modo di guardare l’uomo, il fratello e il creato.

Anche il riferimento all’Eucaristia è molto forte.

Leone XIV chiede che agli abitanti dell’Amazzonia venga offerto il «pane fresco e puro della Buona Novella» insieme al «nutrimento celeste dell’Eucaristia».

Qui la missione della Chiesa ritrova immediatamente il proprio volto sacramentale.

La comunità cristiana non vive soltanto di iniziative, progetti di sviluppo o azioni di tutela. Vive di Cristo ricevuto nella Parola e nell’Eucaristia. Da questa sorgente nasce la capacità di diventare veramente Popolo di Dio e Corpo di Cristo.

È una prospettiva che mi sembra utile anche molto lontano dall’Amazzonia.

Possiamo infatti possedere programmi pastorali elaborati, strumenti aggiornati e grande sensibilità per i problemi del nostro tempo. Tutto questo serve. Rimane una domanda più radicale: dove conduce ciò che facciamo?

Se una comunità cristiana affronta ogni problema del proprio territorio e perde lentamente la capacità di annunciare Cristo, qualcosa del suo centro si è spostato.

Se celebra molto e la celebrazione non genera attenzione all’uomo, alla giustizia e alla responsabilità verso ciò che Dio ha affidato alle nostre mani, anche lì qualcosa chiede di essere ricomposto.

Cristo tiene insieme ciò che noi tendiamo a separare.

Mi sembra significativo che Leone XIV affronti anche il tema del creato senza trasformare la natura in un assoluto. Il creato parla della bontà e della bellezza del Creatore ed è affidato alla responsabilità dell’uomo. Va custodito proprio perché è dono.

Il riferimento agli Esercizi spirituali di sant’Ignazio è illuminante: le realtà create sono date all’uomo perché lo aiutino a raggiungere il fine per il quale è stato creato.

La casa comune torna così dentro la casa più grande della creazione.

Non viene svalutata.

Riceve un significato.

Forse questo è uno dei tratti che comincio a riconoscere nel nuovo Pontefice.

Davanti a questioni che negli ultimi anni hanno generato contrapposizioni molto forti, Leone XIV sembra cercare frequentemente il centro teologico dal quale possano essere ricollocate.

Nell’Amazzonia quel centro ha un nome.

Gesù Cristo.

Da Lui parte l’annuncio.

In Lui l’uomo riconosce l’altro come fratello.

Davanti al Padre impara a guardare il creato come dono affidato e non come possesso assoluto.

Nell’Eucaristia la comunità diventa Corpo.

Forse dopo tante tempeste ecclesiali abbiamo bisogno anche di questa semplicità.

Non della semplicità che ignora i problemi, perché il messaggio del Papa li nomina chiaramente.

Della semplicità che sa dove tornare quando i problemi diventano così numerosi da occupare tutto l’orizzonte.

La Chiesa non possiede una risposta tecnica a ogni questione del mondo.

Possiede un centro dal quale guardarle.

Quando perde quel centro, anche le cause più giuste possono diventare ideologie ecclesiali.

Quando torna a Cristo, la missione ritrova la propria unità.

È forse questo che il breve messaggio ai vescovi dell’Amazzonia ci consegna.

Prima delle nostre contrapposizioni, prima delle letture ecclesiali concorrenti, prima della tentazione di stabilire quale tema debba prevalere sugli altri, c’è Cristo.

E la missione della Chiesa continua a cominciare da Lui.

Papa Leone XIV, Messaggio ai vescovi della Conferenza Ecclesiale dell’Amazzonia, 18 agosto 2025

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