don Mario Proietti, C.PP.S.

Due palmi sopra il cuore

Discernere il presente con lo sguardo della fede

Oggi
Calendario liturgico
Sacerdoti in un monastero umbro durante il cammino quaresimale con dom Alessandro Barban

Entrare nella Quaresima con dom Alessandro Barban: lasciarsi raggiungere dalla misericordia

Ritiro del clero del 20 febbraio 2025 presso il Monastero di Santa Chiara della Croce a Montefalco

Il 20 febbraio quarantatré sacerdoti si sono raccolti nel Monastero di Santa Chiara della Croce a Montefalco per il ritiro mensile del clero. La preghiera dell’Ora Terza, sostenuta dal canto delle monache agostiniane, ha introdotto la meditazione di dom Alessandro Barban, già Priore generale dei Camaldolesi. L’Arcivescovo mons. Renato Boccardo gli aveva affidato il compito di accompagnare il presbiterio verso la Quaresima attraverso una lettura liturgica e spirituale.

Dom Alessandro ha preso le mosse da una constatazione concreta. La società contemporanea sembra quasi non accorgersi della Quaresima e anche i cristiani possono attraversarla per abitudine, assorbiti dalle consuete attività pastorali. Quando il tempo liturgico diventa soltanto una cornice del calendario, i gesti perdono la loro capacità di convertire lo sguardo. La prima esigenza consiste quindi nel ritrovare il carattere ecclesiale dei quaranta giorni e il loro orientamento verso la Pasqua.

Nella Chiesa antica la Quaresima accompagnava in modo particolare i catecumeni verso il Battesimo e coinvolgeva l’intera comunità in un rinnovamento della propria fede. Digiuno e penitenza appartenevano a questo movimento. Anche oggi tali pratiche conservano valore quando esprimono il desiderio di tornare all’essenziale e rendono il cuore più disponibile alla Parola.

Il punto decisivo della meditazione ha riguardato il rapporto tra misericordia e conversione. L’iniziativa appartiene a Dio. Il perdono raggiunge la persona e rende possibile la risposta; la penitenza nasce dalla grazia ricevuta e le permette di prendere corpo nella vita. Questa precedenza della misericordia libera il cammino quaresimale dalla logica del merito e restituisce serietà alla conversione, perché chi si scopre amato può finalmente riconoscere il proprio peccato senza disperare.

Le pagine evangeliche hanno mostrato questo dinamismo. La donna peccatrice versa le lacrime sui piedi di Gesù perché il perdono ha già raggiunto il suo cuore. Zaccheo cambia il rapporto con i beni dopo aver accolto il Signore nella propria casa. La trasformazione diventa concreta e nasce da un incontro nel quale Dio si fa vicino prima che l’uomo abbia potuto presentare una vita già riordinata.

La Quaresima invita anche a recuperare la lectio divina. La Scrittura ascoltata con perseveranza sottrae la vita spirituale alla superficialità e permette alla Parola di giudicare desideri, paure e scelte. Il sacerdote, chiamato a predicare e guidare la comunità, ha bisogno per primo di sostare sotto quella Parola, affinché l’annuncio nasca da ciò che ha attraversato la sua coscienza.

La riconciliazione possiede poi una dimensione ecclesiale. Il peccato ferisce i legami e la conversione domanda di riconoscere il male compiuto anche nei confronti dei fratelli. La Quaresima diventa così un tempo favorevole per ricucire rapporti e ritrovare una comunione che nessuna osservanza individuale può sostituire.

L’adorazione eucaristica con cui si è concluso il ritiro ha raccolto la mattinata davanti alla presenza del Signore. La domanda consegnata ai sacerdoti riguardava la disponibilità a lasciarsi raggiungere dalla misericordia. Il cammino verso la Pasqua comincia quando l’uomo rinuncia a presentarsi davanti a Dio come artefice della propria salvezza e accoglie la grazia che gli offre un cuore nuovo.

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