don Mario Proietti, C.PP.S.

Due palmi sopra il cuore

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Maria, Madre della Chiesa: custodire e generare la speranza

Date ragione della speranza che è in voi · Sedicesima tappa

Mons. Renato Boccardo · 9 giugno 2026

Il cammino diocesano Date ragione della speranza che è in voi si concluse tornando alla voce dell’Arcivescovo Renato Boccardo e volgendo lo sguardo a Maria. La scelta di chiudere l’itinerario con il titolo «Madre della Chiesa» non aggiungeva un tema devozionale a un percorso ormai compiuto; permetteva di raccogliere in una figura concreta ciò che lungo l’anno era stato contemplato nell’uomo, in Cristo e nella comunità dei credenti.

Maria appartiene infatti al mistero della Chiesa perché in lei la Parola viene accolta nella fede e diventa carne. La sua risposta all’annuncio dell’angelo mostra una disponibilità che coinvolge l’intera esistenza, e proprio per questo la tradizione cristiana ha riconosciuto in lei una figura della comunità credente. La Chiesa vive della stessa dinamica quando ascolta la Parola, la custodisce e permette che essa prenda forma nella storia.

Il titolo di Madre della Chiesa conduce inevitabilmente al Calvario, dove Gesù affida il discepolo alla madre e la madre al discepolo. Nel momento in cui la Pasqua giunge alla sua ora più drammatica, si apre una relazione nuova. Maria entra così nella memoria ecclesiale come presenza materna dentro la comunità generata dalla croce e destinata a vivere della risurrezione.

Questa maternità aiuta a comprendere anche la missione della Chiesa. Una comunità cristiana non custodisce la fede per conservarla intatta in un deposito chiuso; la custodisce perché continui a generare vita. La trasmissione del Vangelo richiede quindi una forma materna, capace di accompagnare, attendere e riconoscere i tempi nei quali una persona può aprirsi all’incontro con Cristo.

Nel percorso diocesano questo richiamo assumeva una particolare forza. La domanda sulla capacità delle comunità di generare cristiani aveva attraversato più volte la riflessione ecclesiologica. Maria permette di riportare quella domanda a una esperienza concreta della fede: generare significa prima di tutto accogliere una vita che viene da Dio, lasciarla crescere e offrirle uno spazio nel quale possa maturare.

La sua presenza nel Cenacolo con gli apostoli mostra inoltre che la maternità ecclesiale vive dentro l’attesa dello Spirito. La Chiesa non produce da sola la propria fecondità. Riceve continuamente il dono che la rende capace di annunciare, celebrare e servire. Maria, raccolta in preghiera con la comunità, ricorda che ogni rinnovamento autentico nasce da questa disponibilità all’azione dello Spirito.

Anche il tema della speranza trova qui una sintesi particolare. Maria attraversa l’attesa, conosce l’oscurità della croce e rimane dentro la storia della promessa. La sua fede non consiste nel possedere anticipatamente tutte le spiegazioni; custodisce nel cuore ciò che ha ricevuto e continua a consegnarsi alla fedeltà di Dio. In questo senso diventa immagine di una speranza capace di restare nella storia senza pretendere di dominarla.

La conclusione mariana consentiva così di rileggere l’intero itinerario. L’uomo plasmato dalla terra e chiamato alla comunione trova in Cristo la propria salvezza; la Chiesa nasce dalla Pasqua e riceve il compito di custodire questa speranza dentro il tempo. Maria sta dentro questo mistero come creatura redenta, discepola e madre, e proprio per questo permette di vedere l’unità profonda del cammino compiuto.

Con lei il percorso si chiude tornando, in qualche modo, all’inizio. La speranza cristiana nasce da una vita ricevuta e cresce quando quella vita viene accolta come chiamata. Maria mostra fino a dove può arrivare una esistenza che si lascia abitare dalla Parola: diventa luogo nel quale Cristo entra nel mondo e nel quale altri possono incontrarlo.

«Date ragione della speranza che è in voi» terminava dunque consegnando alla Chiesa diocesana una responsabilità. Il bene ricevuto lungo il cammino chiedeva di diventare vita ecclesiale, capacità di generare alla fede e testimonianza dentro la storia. Maria, Madre della Chiesa, rimaneva come icona di questa consegna: custodire Cristo per poterlo donare.


Con questa catechesi si conclude il percorso diocesano 2025-2026 «Date ragione della speranza che è in voi», custodito nella sezione dedicata alla vita della Chiesa di Spoleto-Norcia.

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