Cari amici, buongiorno. Oggi la Chiesa celebra la Natività di san Giovanni Battista. Proprio in questa festa, il nostro cammino nel Cuore di Gesù ci conduce all’umiltà. Non è una coincidenza da lasciare passare. Giovanni Battista è una delle figure più luminose dell’umiltà evangelica: sa di essere mandato, sa di avere una missione grande, sa di dover preparare la via al Signore, e proprio per questo non trattiene nulla per sé.

Nel Vangelo di Giovanni troviamo una frase che riassume tutta la grandezza del Precursore: “Lui deve crescere; io, invece, diminuire”. Giovanni non parla così per amarezza, per rassegnazione, per senso di inferiorità. Parla così perché ha compreso il proprio posto davanti a Cristo. La sua gioia non consiste nell’essere al centro, nell’avere discepoli, nel ricevere riconoscimento. La sua gioia è vedere lo Sposo riconosciuto.

Questa è l’umiltà vera. Non negare il dono ricevuto, non nascondere la missione, non fingere di valere meno per sembrare spirituali. Giovanni sa chi è e sa chi non è. Non è il Cristo. Non è lo Sposo. È l’amico dello Sposo, la voce che prepara, il testimone che indica, la lampada che arde per condurre alla luce. L’umile non cancella se stesso. Diventa trasparente.

L’umiltà cristiana non nasce dal disprezzo sterile di sé. Nasce dalla verità accolta davanti a Dio. L’orgoglio, invece, deforma la missione in possesso. Ci fa credere che ciò che abbiamo ricevuto sia nostro, che il bene compiuto dipenda da noi, che il servizio ci autorizzi a occupare il centro. Anche nelle cose sante può insinuarsi il desiderio di essere guardati. Giovanni Battista ci libera da questa tentazione con una parola semplice e severa: Cristo deve crescere.

Gesù stesso è umile di cuore. Il Figlio eterno non cerca la propria gloria separata dal Padre. Si abbassa, assume la nostra carne, lava i piedi ai discepoli, si consegna alla Croce. In Lui l’umiltà non diminuisce la grandezza. La rivela. Chi guarda il Cuore di Gesù comprende che l’amore vero non ha bisogno di imporsi. Si dona, serve, si nasconde quando è necessario, lascia spazio alla volontà del Padre.

San Bernardo di Chiaravalle definisce l’umiltà come la virtù per cui l’uomo, attraverso una conoscenza verissima di sé, diventa piccolo ai propri occhi: “Humilitas est virtus, qua homo verissima sui cognitione sibi ipsi vilescit”. Questa parola, letta alla luce del Battista, diventa molto concreta. Giovanni è grande perché conosce la verità di sé: è mandato, non è il Messia; è voce, non è la Parola; prepara, non sostituisce; indica, non trattiene.

Anche noi abbiamo bisogno di questa libertà. Nel servizio, nella vita familiare, nel ministero, nella comunità, possiamo desiderare sinceramente il bene e nello stesso tempo cercare un piccolo posto per il nostro io. Vogliamo che Cristo sia annunciato, e magari desideriamo anche che si noti quanto siamo stati bravi ad annunciarlo. Vogliamo servire, e intanto attendiamo conferme. Vogliamo amare, e nel frattempo controlliamo se qualcuno ci ringrazia. Il cuore umano è un artista raffinato nel mettere se stesso accanto all’altare.

Il Cuore umile di Gesù e l’esempio di san Giovanni Battista ci indicano un’altra via: fare spazio. Lasciare che Cristo cresca nelle nostre parole, nei nostri giudizi, nelle nostre relazioni, nel nostro modo di servire. Diminuire non significa sparire. Significa non occupare il posto che spetta al Signore. Significa usare i doni ricevuti perché Lui sia conosciuto, amato, seguito.

Oggi chiediamo questa grazia: diventare discepoli liberi dal bisogno di essere al centro. Giovanni Battista ci insegna che la gioia più pura non nasce dall’essere guardati, nasce dal vedere Cristo riconosciuto. Chi vive così non perde nulla. Trova il proprio posto nella luce.

Consegna per la giornata: oggi prova a compiere un gesto di servizio senza farlo pesare e senza cercare riconoscimento. Se qualcuno riceve attenzione al posto tuo, benedici il Signore nel silenzio. Ripeti nel cuore: “Cristo deve crescere”.

Giaculatoria da custodire e ripetere durante il giorno: Cuore umile di Gesù, fa’ che io diminuisca perché Tu cresca in me.

Cari amici, se desiderate approfondire durante la giornata questo tema, potete sostare sulla parola di san Giovanni Battista e su una parola di san Bernardo:

“Lui deve crescere; io, invece, diminuire.” Gv 3,30

“Humilitas est virtus, qua homo verissima sui cognitione sibi ipsi vilescit.” “L’umiltà è la virtù per cui l’uomo, attraverso una verissima conoscenza di sé, diventa piccolo ai propri occhi.” San Bernardo di Chiaravalle, De gradibus humilitatis et superbiae, I, 2.

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