don Mario Proietti, C.PP.S.

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Credo la Chiesa: il popolo della Nuova Alleanza

Date ragione della speranza che è in voi · Dodicesima tappa

Mons. Renato Boccardo · 14 aprile 2026

Dopo aver contemplato Cristo come Signore della storia, il cammino diocesano Date ragione della speranza che è in voi entrò nella sua ultima grande sezione e tornò alla voce dell’Arcivescovo Renato Boccardo. La domanda ormai non riguardava più soltanto chi sia l’uomo e chi sia Cristo, perché la Pasqua genera un popolo, convoca una comunità e apre una storia nella quale la speranza ricevuta deve essere custodita, celebrata e trasmessa.

Dire «Credo la Chiesa» significa collocare la Chiesa dentro l’atto stesso della fede. Essa non nasce semplicemente dall’iniziativa di uomini che condividono una convinzione religiosa. La sua origine è nell’azione di Dio, che raduna un popolo mediante Cristo e lo vivifica nello Spirito. Per questo la Chiesa può essere compresa soltanto a partire dal mistero pasquale che la precede e la genera.

L’immagine del Popolo della Nuova Alleanza permette di leggere questa realtà in continuità con tutta la storia biblica. Dio chiama Abramo, forma Israele, stabilisce un’alleanza e conduce il suo popolo attraverso una storia concreta. In Cristo questa storia raggiunge il suo compimento e l’alleanza viene sigillata nel suo sangue. La Chiesa vive precisamente dentro questa iniziativa divina, come popolo convocato dalla Parola e reso partecipe della vita del Figlio.

Questa prospettiva impedisce di ridurre la Chiesa alla sola dimensione organizzativa. Strutture, ministeri e forme pastorali sono necessari perché la comunione abbia un volto storico, ma ricevono senso da una realtà più profonda. Prima di organizzarsi, la Chiesa è convocata; prima di distribuire compiti, riceve una vita; prima di progettare il proprio futuro, ascolta una promessa che viene da Dio.

L’Arcivescovo riportava così l’attenzione alla natura battesimale del popolo cristiano. L’appartenenza ecclesiale non deriva anzitutto dal ruolo che ciascuno svolge, perché nasce dall’essere incorporati a Cristo. Il Battesimo introduce nella comunione con Lui e rende partecipi di una stessa dignità fondamentale, dentro la quale i diversi ministeri possono essere compresi come forme di servizio alla vita dell’intero corpo.

Parlare di popolo significa anche riconoscere che la fede cristiana ha una forma comunitaria. Nessuno riceve il Vangelo soltanto per sé e nessuno può custodirlo isolandosi dagli altri. La fede viene trasmessa dentro una storia fatta di parole ricevute, sacramenti celebrati e relazioni nelle quali il Vangelo prende corpo. La Chiesa diventa così il luogo nel quale la memoria di Cristo attraversa le generazioni.

Questo aspetto tocca direttamente la vita delle nostre comunità. In un tempo segnato dall’invecchiamento, dalla diminuzione della pratica religiosa e dalla fatica nel trasmettere la fede, il problema ecclesiale non può essere ridotto alla conservazione delle strutture esistenti. La domanda diventa più profonda: in che modo una comunità continua a generare cristiani e a introdurre nuovi uomini e nuove donne nell’incontro con Cristo?

La categoria dell’alleanza aiuta a rispondere perché ricorda che la Chiesa vive di una relazione ricevuta. La sua fecondità dipende dalla permanenza in Cristo e dalla capacità di lasciare che questa comunione diventi forma delle relazioni ecclesiali. Una comunità può possedere molte attività e perdere progressivamente la capacità di generare alla fede; può invece ritrovare vitalità quando ciò che celebra torna a plasmare il modo di ascoltare, accompagnare e condividere la vita.

Dentro il cammino sulla speranza, questa catechesi segnava quindi un passaggio decisivo. La speranza ricevuta in Cristo non rimane patrimonio individuale. Diventa responsabilità ecclesiale, perché la Chiesa è chiamata a custodire il Vangelo dentro il tempo e a renderlo accessibile agli uomini e alle donne che incontra. La sua missione nasce dalla stessa grazia che la costituisce.

Da qui il percorso avrebbe potuto approfondire alcune dimensioni essenziali della vita ecclesiale: la santità come vocazione comune, le diverse chiamate attraverso le quali il Signore edifica il suo popolo e la responsabilità della Chiesa dentro la società. Il «Credo la Chiesa» diventava così il portale attraverso il quale entrare nella concretezza di una comunità chiamata a vivere ciò che professa.


Questo articolo fa parte del percorso diocesano 2025-2026 «Date ragione della speranza che è in voi», raccolto nella sezione dedicata alla vita della Chiesa di Spoleto-Norcia.

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