
Cari amici, questa sera si conclude il nostro cammino di agosto. Per un mese abbiamo provato a guardare il corpo umano alla luce della fede, partendo dalla creazione e lasciandoci accompagnare da Maria fino alla professione che pronunciamo ogni domenica nel Credo: «Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà».
È proprio qui che desideravo arrivare prima di entrare nel mese di settembre.
Abbiamo parlato del corpo che nasce, cresce, lavora, desidera, si stanca. Abbiamo incontrato il corpo che prega e quello raggiunto dai sacramenti, il corpo che serve, quello che piange, quello che deve imparare a lasciarsi aiutare. La luce dell’Assunzione di Maria ci ha accompagnati ricordandoci quale sia il destino ultimo della persona redenta.
Ora possiamo avvicinarci a una domanda più difficile. Che cosa accade quando questo corpo destinato alla gloria incontra il dolore?
Settembre ci condurrà proprio lì. Il titolo scelto per il nuovo mese è Il corpo attraversato dal dolore. La parola «attraversato» mi sembra importante. Il dolore entra profondamente nella vita e talvolta sembra occupare tutto lo spazio disponibile. La fede cristiana continua a custodire una promessa più grande. Il corpo che soffre rimane il corpo creato da Dio, assunto dal Figlio e chiamato alla risurrezione.
Per questo settembre nasce direttamente da agosto. La professione della risurrezione della carne diventa la soglia attraverso la quale entreremo nel mistero della sofferenza.
La Scrittura conosce molto bene il gemito dell’uomo. Conosce Giobbe e le sue domande. Conosce il grido dei Salmi. Conosce le lacrime e la paura, la malattia e il lutto. Al centro del mese arriveremo all’Esaltazione della Santa Croce e, il giorno seguente, staremo con Maria Addolorata presso il Figlio crocifisso.
Cercheremo di liberarci anche da alcune parole religiose troppo facili che talvolta vengono pronunciate davanti alla sofferenza. Il dolore possiede una serietà che merita rispetto. La Croce di Cristo ci insegna a riconoscere la potenza dell’amore che rimane fedele dentro la prova. Maria ci insegna quello «stare» presso la Croce che tante volte diventa la forma più vera della vicinanza quando non abbiamo spiegazioni da offrire.
Settembre porterà anche una novità nel modo con cui vivremo insieme queste meditazioni.
Durante l’estate, preparando i mesi che ci accompagneranno verso la fine dell’anno, ho sentito il bisogno di compiere un passo ulteriore. Finora abbiamo proposto ogni giorno una meditazione da leggere lentamente, accompagnata dalla Scrittura, dalla tradizione della Chiesa, dalla preghiera e da un gesto concreto. Questo cammino rimane. Da settembre proveremo a farlo maturare in una vera esperienza di orazione mentale.
Mi accompagnerà in questo tentativo mons. Gaetano Bonanni. Tra il 1816 e il 1821 Bonanni pubblicò La vita di Gesù Cristo meditata in ciascun giorno dell’anno per conoscerlo, amarlo ed imitarlo a spirituale profitto delle anime. Già il titolo rivela il suo intento. La meditazione deve condurre alla conoscenza del Signore fino a coinvolgere il cuore e raggiungere la vita.
È una scuola antica che conserva una sorprendente concretezza. Ogni giorno proveremo anzitutto a raccoglierci davanti a Dio. Ascolteremo con calma un brano della Scrittura e cercheremo di comprenderne la verità. Poi quella Parola verrà lasciata entrare nella nostra vita, là dove incontra una scelta, una ferita, una resistenza o un desiderio.
Arriverà quindi il momento del colloquio con il Signore. La meditazione diventerà preghiera personale. Da quella preghiera nascerà una piccola riforma della giornata, qualcosa di realmente possibile da vivere nelle ore che ci attendono. Una parola della Scrittura resterà poi con noi, quasi custodita nel cuore, per essere ripresa durante il lavoro, nei momenti di silenzio e quando la mente tornerà a disperdersi.
Non si tratta di rendere più complicata la nostra preghiera. Cercheremo, al contrario, di darle un cammino.
Molti di noi hanno sperimentato quanto sia facile leggere una bella riflessione, sentirsi toccati per qualche minuto e passare subito a ciò che viene dopo. Anche le cose spirituali rischiano di entrare nella velocità con cui consumiamo tutto il resto. Il metodo di Bonanni ci chiede di sostare. Una verità compresa domanda tempo per raggiungere la volontà. Una preghiera autentica cerca poi una forma dentro la giornata.
Il tema del dolore rende questa disciplina ancora più preziosa. Quando si soffre, anche pensare può diventare faticoso. Le parole si confondono e la preghiera rischia di ridursi a qualche frammento. Una forma semplice può allora sostenere l’anima: mettersi alla presenza di Dio, ricevere una parola della Scrittura, lasciarla illuminare ciò che stiamo vivendo e affidare al Signore il passo possibile di quella giornata.
Cominceremo domani ascoltando san Paolo: «Gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo». Il gemito sarà il nostro punto di partenza. Dentro quel gemito rimarrà già presente l’attesa.
Così il mese che si chiude consegna qualcosa al mese che nasce. Agosto ci ha insegnato a guardare il corpo sapendo verso quale gloria è chiamato. Settembre ci aiuterà a stare accanto a quel medesimo corpo quando la promessa sembra lontana e la ferita diventa presente.
Maria continuerà ad accompagnarci. In agosto l’abbiamo contemplata assunta nella gloria. In settembre la incontreremo ai piedi della Croce. È la stessa Madre. È la stessa storia della salvezza.
E forse anche noi, attraversando con lei questi due mesi, comprenderemo un poco meglio che la speranza cristiana non ci sottrae alla realtà della vita. Ci permette di attraversarla custodendo nel cuore la promessa del Risorto.
Preghiera per iniziare il cammino del mese di settembre
Signore Gesù,
tu hai assunto la nostra carne
e hai attraversato la morte affidandoti al Padre.
Accogli il dolore che portiamo
e purifica le parole con cui cerchiamo di comprenderlo.
Fa’ che riconosciamo la dignità di ogni corpo ferito.
Insegnaci a rimanere accanto a chi soffre
con la fedeltà silenziosa di Maria.
Il tuo Spirito custodisca in noi
l’attesa della risurrezione. Amen.
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