Cari amici, buongiorno. Oggi chiudiamo il mese di giugno, dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Per trenta giorni abbiamo provato a entrare, passo dopo passo, nel mistero di questo Cuore: lo abbiamo contemplato nel Vangelo, nella compassione, nella mitezza, nell’obbedienza al Padre; lo abbiamo seguito nel Getsemani, sulla Croce, nel costato aperto; lo abbiamo adorato nell’Eucaristia; abbiamo chiesto che il nostro cuore fosse trasformato, reso più mite, più umile, più capace di perdono, più ecclesiale, più apostolico.

Ora il mese si chiude, e proprio la chiusura ci apre una soglia. Domani inizierà luglio, che la tradizione cristiana dedica in modo particolare al Preziosissimo Sangue di Cristo. San Giovanni Paolo II ricordava che il mese di luglio, nella pietà popolare, è dedicato alla contemplazione del Preziosissimo Sangue di Cristo, definendolo “mistero insondabile di amore e di misericordia”. È una prosecuzione naturale del nostro cammino: dal Cuore trafitto sgorga il Sangue che redime.

Il Vangelo di Giovanni ci ha accompagnato più volte in questo mese: “uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua”. Il Cuore aperto non resta un’immagine da contemplare da lontano. Diventa sorgente. Dal costato di Cristo scaturisce il Sangue della redenzione, il prezzo della nostra liberazione, la vita sacramentale della Chiesa, la speranza per ogni uomo ferito dal peccato.

Il Sacro Cuore ci ha mostrato chi è Gesù: il Figlio che ama con cuore umano e divino. Il Preziosissimo Sangue ci farà contemplare fino a che punto questo amore si è versato per noi. Non siamo stati redenti con parole generiche, con buone intenzioni, con un perdono a basso costo. San Pietro lo dice con forza: siamo stati liberati “con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia”.

Questa è la grande serietà della fede cristiana. L’amore di Dio non resta sentimento. Diventa carne, Croce, Sangue versato. Il peccato dell’uomo non viene trattato come un piccolo incidente educativo. Viene assunto dal Redentore e vinto a prezzo del suo Sangue. La misericordia non cancella la verità del male. La attraversa, la porta, la redime. E qui, come al solito, il cristianesimo ci impedisce di essere superficiali. Fastidioso, sì; salvifico, di più.

Il Cuore e il Sangue non sono due devozioni separate. Sono un solo mistero contemplato da due prospettive. Il Cuore ci parla della sorgente dell’amore. Il Sangue ci parla del prezzo dell’amore. Il Cuore rivela l’interno di Cristo, il suo desiderio, la sua compassione, la sua obbedienza, la sua offerta. Il Sangue manifesta l’amore che non resta custodito dentro, che esce, si versa, lava, riconcilia, consacra, salva.

San Gaspare del Bufalo amava dire che il Sangue di Cristo è “l’attestato più tenero dell’amore di Dio”. Questa parola ci aiuterà a entrare nel mese di luglio. Il Sangue di Gesù non è un tema cupo. È il segno più concreto della tenerezza divina, perché ci dice che Dio non ci ha amati da lontano. Ha dato se stesso fino all’ultima goccia.

Chi ha seguito il cammino di giugno non può fermarsi a una devozione affettuosa. Il Cuore contemplato chiede ora di guardare al Sangue versato. Il discepolo che ha chiesto un cuore nuovo deve imparare anche a vivere da redento, da uomo liberato a caro prezzo, da cristiano che sa di appartenere a Cristo. Il Sangue di Gesù non è soltanto oggetto di adorazione. È memoria viva della nostra dignità e della nostra responsabilità.

Domani cominceremo un nuovo percorso. Giorno dopo giorno contempleremo il Sangue di Cristo nella Scrittura, nella Passione, nell’Eucaristia, nella vita della Chiesa, nella missione, nella conversione, nella speranza dei peccatori e nella consolazione dei sofferenti. Per lasciarci condurre più a fondo nel mistero della redenzione.

Oggi, allora, chiudiamo giugno ringraziando il Sacro Cuore di Gesù. Lo ringraziamo perché ci ha attesi, istruiti, feriti di verità, consolati, corretti, nutriti, mandati. Gli chiediamo di non lasciare incompiuto ciò che ha iniziato in noi. Il Cuore trafitto ci conduca al Sangue prezioso. La ferita aperta diventi passaggio. L’amore contemplato diventi vita offerta.

Consegna per la giornata: oggi ripercorri interiormente il cammino di giugno e scegli una grazia ricevuta, una parola che ti ha raggiunto, una ferita consegnata, un desiderio nuovo nato nel cuore. Ringrazia Gesù per questo. Poi affidagli il mese di luglio e chiedi di entrare con fede nella contemplazione del suo Sangue prezioso.

Giaculatoria da custodire e ripetere durante il giorno: Cuore trafitto di Gesù, conducimi nel mistero del tuo Sangue prezioso.

Cari amici, se desiderate approfondire durante la giornata questo passaggio, potete sostare sul costato aperto nel Vangelo di Giovanni, sulla parola di san Pietro e su una memoria spirituale cara alla tradizione del Preziosissimo Sangue:

“Uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.” Gv 19,34

“Foste liberati […] con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.” 1Pt 1,18-19

“Il Sangue di Cristo è l’attestato più tenero dell’amore di Dio.” San Gaspare del Bufalo.

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