Cari amici, questa sera ho seguito la festa della Madonna del Lago, celebrata da Papa Leone XIV nella piccola chiesa di Maria Santissima del Lago, sulle rive del lago di Albano. Mi aspettavo una celebrazione particolare per la presenza del Pontefice. Quello che mi ha colpito è stato altro: la semplicità.

Non c’erano le immagini delle grandi folle alle quali ci hanno abituato le visite papali. C’era una comunità raccolta, quella che vive questa zona del lago soprattutto nel tempo estivo, una piccola chiesa e quella dimensione quasi paesana che appartiene alle feste mariane dei nostri territori. Anche la presenza del Papa sembrava inserirsi con naturalezza dentro questa vita ordinaria.

La chiesa della Madonna del Lago appartiene alla Parrocchia pontificia di San Tommaso da Villanova. Fu consacrata da Paolo VI nel 1977 e venne poi visitata da Giovanni Paolo II nel 1979. Questa sera Leone XIV ha aggiunto una pagina nuova a questa storia, diventando il primo Papa a partecipare anche al tratto in barca della tradizionale processione sul lago.

Eppure proprio questo dato storico rischia quasi di essere secondario rispetto a ciò che abbiamo visto. Dopo la Messa, il Papa è uscito dalla chiesa insieme ai fedeli e alla piccola immagine della Madonna. La processione è scesa verso la riva. Poi Leone XIV è salito sul battello e il corteo ha proseguito sull’acqua, accompagnato dalla preghiera e dal canto. Il sole stava ormai lasciando posto alla sera, sulle rive cominciavano ad accendersi le luci e quella piccola processione sembrava dare forma visibile alle parole appena pronunciate nell’omelia.

Il Papa aveva infatti richiamato l’altro lago del Vangelo, quello di Tiberiade, con i discepoli impauriti davanti al vento contrario e Gesù che li raggiunge sulle acque. La processione di questa sera diventava così qualcosa di più di una consuetudine popolare. Era quasi una piccola parabola: attraversare il lago insieme, portando con sé Maria e affidandosi a Cristo quando il viaggio incontra il vento contrario.

C’è stato poi un passaggio che mi sembra particolarmente importante. Leone XIV ha parlato dei «gesti semplici» attraverso i quali una comunità rinnova la propria fiducia in Dio e la propria devozione filiale a Maria. Forse è questa l’immagine da conservare della serata.

Abbiamo discusso molto, anche negli ultimi giorni, di liturgia, partecipazione e formazione del popolo cristiano. Questa sera abbiamo visto qualcosa che appartiene a una grammatica antica della fede cattolica: una comunità celebra l’Eucaristia, prende un’immagine della Madonna custodita durante l’anno, esce dalla chiesa e porta quella presenza dentro il luogo in cui vive. Il lago non costituisce semplicemente lo scenario della celebrazione. È il luogo della vita di pescatori, lavoratori, famiglie e persone che vi trascorrono le proprie giornate. La benedizione raggiunge proprio quel luogo.

Anche l’omelia è rimasta dentro questa concretezza. Partendo da Geremia e dal Vangelo, Leone XIV ha parlato dell’amore che conduce al dono di sé. Ha ricordato che la logica evangelica del perdono può apparire ingenua agli occhi del mondo e ha indicato nell’odio e nella violenza una strada che genera altra distruzione. Il riferimento alla croce impedisce di trasformare queste parole in un pacifismo sentimentale: l’amore del quale parla Cristo passa attraverso il dono reale della vita.

Mi ha colpito anche la citazione di sant’Agostino scelta dal Papa: «la gioia del mietitore ti dimostra l’intenzione del seminatore». È tratta dal Discorso 330, nel quale Agostino spiega il significato evangelico del perdere la propria vita per ritrovarla. Il seme sembra perduto quando viene gettato nella terra; la mietitura rivela che quella perdita custodiva già un’attesa di vita.

Quando il battello è tornato a riva era ormai sera. Il Papa è sceso insieme all’immagine della Madonna e ha concluso con una preghiera che forse vale la pena conservare. Ha affidato a Maria la Chiesa, i popoli feriti dalla guerra, chi vive nella paura e quanti cercano pace. Ha ricordato i bambini, gli anziani, gli ammalati, le famiglie, i giovani e le persone sole. Poi ha affidato alla Vergine proprio quella terra e quanti lavorano sul lago.

A quel punto la festa era praticamente finita. Il Papa ha salutato la piccola comunità e ha lasciato il lago.

Forse proprio questa conclusione ordinaria dice qualcosa della serata. Nessuna immagine monumentale da costruire. Una Messa, una Madonna portata verso l’acqua, una barca che attraversa il lago mentre cala la sera e una comunità che torna alla propria vita dopo avere ricevuto una benedizione.

Ci sono momenti nei quali la Chiesa parla anche così. E forse questa sera, sul lago di Albano, Leone XIV ci ha ricordato quanto possa essere eloquente la fede quando accetta semplicemente di abitare la vita di un popolo.

Prima della benedizione conclusiva, Leone XIV ha affidato a Maria la Chiesa, i popoli feriti dalla guerra e la vita quotidiana di quanti abitano e lavorano attorno al lago. Sono parole che mi sembra bello conservare integralmente, quasi come l’ultima immagine di questa serata.

Preghiera di Leone XIV alla Madonna del Lago

O Maria, Vergine Santa, donna dell’ascolto e del servizio, a te ci rivolgiamo con cuore filiale.

Alla tua materna intercessione affidiamo la Chiesa, perché sia sempre fedele al Vangelo, coraggiosa nell’annuncio, umile nel servizio e perseverante nella carità.

Alla tua amorevole protezione affidiamo tutti i popoli della terra. Guarda con benevolenza i tuoi figli feriti dalla guerra e incoraggia in tutti il desiderio della pace. Dove cresce l’odio, insegnaci il perdono. Dove prevale la paura, ridona la speranza.

Porgi il tuo sguardo premuroso sui bambini, sugli anziani, sugli ammalati, sulle famiglie, sui giovani e su quanti vivono nella solitudine.

Sostieni coloro che hanno responsabilità nella vita pubblica, perché promuovano sempre la giustizia, la libertà, la dignità di ogni persona e il bene comune.

Proteggi quanti abitano queste terre, quanti lavorano su questo lago, i pellegrini e coloro che qui cercano pace e ristoro.

Fa’ che ciascuno, guardando a te, ritrovi la strada che conduce a Cristo, unico Salvatore del mondo.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

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