Cari amici, buongiorno e buon inizio di settimana. Per cinque giorni abbiamo provato a prepararci alla lettura di Magnifica Humanitas, senza inseguire anticipazioni, sospetti o entusiasmi facili, cercando piuttosto di formare uno sguardo cattolico.

Ora il tempo della preparazione si chiude e comincia quello della ricezione.

Alle 11.30 sarà presentato ufficialmente il testo. Vi invito, per quanto possibile, a seguire la diretta sui canali del Vaticano. Ascoltare la presentazione dell’enciclica è già un primo atto di lettura, perché anche il modo in cui la Chiesa consegna un documento ai fedeli aiuta a comprenderne il peso, l’intenzione e la direzione.

Gli interventi previsti sono particolarmente significativi: parleranno il cardinale Víctor Manuel Fernández, il cardinale Michael Czerny, Anna Rowlands, Christopher Olah, Leocadie Lushombo, con la conclusione del cardinale Pietro Parolin e l’intervento del Santo Padre con la benedizione.

Questa composizione già dice molto. Accanto alla Dottrina della Fede troviamo lo sviluppo umano integrale, la dottrina sociale della Chiesa, la riflessione teologico-sociale e la competenza tecnica sull’intelligenza artificiale. La prima enciclica di Papa Leone XIV si annuncia quindi come un testo di notevole spessore, non riducibile a una semplice riflessione sulla tecnologia.

Dopo la presentazione proporrò una mia riflessione personale sugli interventi ascoltati. Potremo confrontarci su ciò che ci sarà stato consegnato, restando ancora alla soglia del testo dell’enciclica, che prima va letto con attenzione. Un documento di questo genere non si può esaurire in dieci minuti, né può essere affidato alla velocità con cui oggi si producono commenti, reazioni e sentenze.

Per questo propongo di leggere Magnifica Humanitas con calma, entrando progressivamente nei suoi temi principali.

Nei prossimi giorni offrirò alcune riflessioni seguendo l’ordine del testo. Potremo così confrontarci, volta per volta, sulle singole parti, perché un’enciclica non si brucia in un titolo e non si esaurisce in una frase condivisa sui social.

Il Magistero si riceve nella Chiesa, si legge nel solco della Tradizione, si comprende dentro il Magistero stesso e poi si traduce in giudizio cristiano sulla storia.

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