Si è appena conclusa la presentazione ufficiale di Magnifica Humanitas, prima enciclica di Papa Leone XIV, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.

Da questo momento cambia il nostro lavoro. Non siamo più nel tempo delle anticipazioni, delle impressioni preventive o delle valutazioni ricevute da altri. Ora abbiamo il testo. E quando il testo c’è, il metodo cattolico diventa ancora più esigente: leggere, citare, comprendere, collocare ogni passaggio nel suo contesto.

La struttura dell’enciclica mostra subito che non siamo davanti a una semplice riflessione sulla tecnologia. Il Papa colloca l’intelligenza artificiale dentro la grande tradizione della Dottrina sociale della Chiesa, richiamando la dignità della persona, il bene comune, il lavoro, la verità, la libertà, la pace, la giustizia e la civiltà dell’amore.

L’immagine iniziale è molto forte: Babele o Gerusalemme. La tecnica può diventare costruzione orgogliosa, dominio, omologazione, riduzione dell’uomo a dato e prestazione. Oppure può essere orientata a una città più umana, dove la persona resta al centro e Dio non viene escluso dall’orizzonte della storia.

Ora non bruciamo il testo. Non lo facciamo divorare dai titoli. Non lo consegniamo né agli entusiasmi facili né ai sospetti automatici. Lo leggeremo con calma, seguendo l’ordine dell’enciclica, cercando di comprenderne l’impianto e di valutarne i passaggi alla luce della Tradizione, del Magistero e della fede cattolica.

Da oggi il nostro lavoro sarà questo: leggere Magnifica Humanitas non come materiale da polemica, ma come testo da ricevere, studiare e discernere nella Chiesa.

Per consultare il testo dell’Enciclica:

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