
Agosto: un mese alla scuola della Madre del Signore
Cari amici, in questo mese di luglio abbiamo meditato le Litanie del Preziosissimo Sangue e le sette offerte entrando così nel mistero della redenzione attraverso il dono che Cristo ha fatto di sé.
Abbiamo contemplato il Sangue del Figlio eterno, ricevuto da Maria e versato sulla croce. Lo abbiamo riconosciuto nell’Eucaristia, nella misericordia che riconcilia e nella speranza che raggiunge ogni ferita umana. Giorno dopo giorno abbiamo compreso che il Preziosissimo Sangue non appartiene soltanto al racconto della Passione. È la vita del Figlio di Dio offerta perché l’uomo torni al Padre.
Ora il mese si conclude. Il nostro cammino non si interrompe. Il Sangue che abbiamo adorato appartiene a un corpo vero. È circolato nel corpo del bambino nato a Betlemme, nelle membra dell’uomo che ha percorso le strade della Galilea e nelle mani che hanno toccato i malati. È il Sangue del corpo consegnato nell’ultima Cena, inchiodato sulla croce e risuscitato dal sepolcro.
Per questo, entrando nel mese di agosto, volgeremo lo sguardo al corpo umano. Un corpo destinato alla gloria. Nelle nostre meditazioni quotidiane staremo alla scuola di Maria, la madre del Signore, che in questo mese veneriamo nel grande dogma della sua assunzione al cielo in anima e corpo.
È lei che ci offre la chiave per comprendere l’intero percorso di questo nuovo mese. Maria è stata assunta nella gloria di Dio in anima e corpo. In lei contempliamo una creatura giunta al compimento della redenzione operata da Cristo. La sua carne non è stata dimenticata. Il corpo che ha accolto il Verbo, camminato verso Elisabetta e servito nella casa di Nazaret partecipa ormai alla vittoria del Figlio risorto.
L’Assunzione non riguarda soltanto Maria. Rivela qualcosa di decisivo anche su di noi. La salvezza cristiana non consiste nella liberazione dell’anima da un corpo considerato inutile. Dio salva la persona intera. Il corpo, segnato dalla fatica e destinato alla morte, resta affidato alla fedeltà del Creatore. Nel Credo professiamo di aspettare la risurrezione della carne, benché talvolta pronunciamo queste parole senza permettere loro di illuminare davvero la vita.
Agosto, dunque, ci aiuterà a riscoprirne il significato. Come si svolgerà il nostro cammino? Cominceremo dalla creazione, quando Dio guarda l’uomo e la donna e dichiara buona la propria opera. Impareremo a ricevere il corpo senza misurarlo soltanto attraverso la bellezza, la salute o l’efficienza. La sua dignità viene dallo sguardo di Dio e dalla vocazione alla comunione con lui.
La Scrittura ci condurrà poi nel mistero dell’Incarnazione. Il Figlio eterno non ha assunto una vaga apparenza umana. Ha ricevuto la carne da Maria. Ha conosciuto la crescita e la stanchezza. Ha pregato con il corpo, ha lavorato con le proprie mani e si è lasciato toccare da chi cercava guarigione. La salvezza è entrata nel mondo attraverso questa umanità concreta.
Alla scuola di Maria guarderemo anche il nostro corpo come luogo della vocazione. Esso ci permette di pregare, lavorare e raggiungere chi attende la nostra presenza. Attraverso il corpo diventano visibili la cura e il servizio. Persino un gesto molto piccolo può manifestare ciò che abita nel cuore.
Ci fermeremo sul modo in cui viviamo la differenza tra uomo e donna, sulla custodia dello sguardo e sulla libertà dai desideri che promettono pienezza e lasciano inquietudine. Cercheremo una parola cristiana capace di rispettare il corpo senza trasformarlo in un idolo. La fede non ci chiede di disprezzarlo. Ci insegna a riceverlo secondo verità e a orientarlo verso il dono.
Dopo l’Assunzione torneremo ai sacramenti. Ricorderemo il corpo immerso nell’acqua del Battesimo e nutrito dall’Eucaristia. Sosteremo accanto al malato raggiunto dall’Unzione e davanti al corpo ferito che domanda misericordia. La gloria promessa non ci sottrae alla fragilità presente. Ci aiuta a custodirla senza considerarla l’ultima parola.
Negli ultimi giorni del mese incontreremo le lacrime di santa Monica e l’inquietudine di sant’Agostino. Contempleremo san Giovanni Battista, che ha pagato nella carne la fedeltà alla verità. Concluderemo professando ciò verso cui tutto il cammino conduce: aspetto la risurrezione della carne.
Settembre ci porterà più vicino al mistero del dolore, attraverso l’Esaltazione della Santa Croce e la memoria della Vergine Addolorata. Agosto ci preparerà a quel passaggio insegnandoci anzitutto quale sia il destino del corpo. Solo mantenendo davanti agli occhi la gloria promessa potremo entrare nella sofferenza senza confonderla con l’ultima parola di Dio.
Anche il metodo delle nostre meditazioni resterà quello che abbiamo imparato nei mesi precedenti. Ogni giorno partiremo dalla Sacra Scrittura. La Parola aprirà la riflessione e la condurrà dentro la vita concreta. Un gesto semplice aiuterà a tradurre ciò che abbiamo contemplato. Una voce dei Padri, dei santi o del Magistero ci farà sentire dentro il cammino della Chiesa. La preghiera raccoglierà la giornata e una breve giaculatoria ci accompagnerà nelle occupazioni quotidiane.
Domani, dunque, inizieremo dal principio: dal corpo voluto e benedetto da Dio. Non partiremo dai suoi difetti né dalle sue ferite. Cominceremo dallo sguardo del Creatore, perché soltanto sotto quello sguardo possiamo comprendere chi siamo.
Il Preziosissimo Sangue contemplato in luglio ci conduce così verso il corpo dal quale è stato versato. Maria ci accompagnerà, poiché da lei il Figlio di Dio ha ricevuto la nostra carne. Guardando lei assunta nella gloria, impareremo ad abitare il nostro corpo con gratitudine e ad affidarne il destino alla potenza della risurrezione.
Preghiera
Signore Gesù, nel mese che si conclude abbiamo contemplato il tuo Sangue versato per la nostra salvezza. Conducici ora a riconoscere la dignità del corpo che hai assunto e redento. Alla scuola di Maria insegnaci a ricevere la nostra vita come dono, a servirti nei gesti quotidiani e ad attendere con fede la risurrezione della carne. Il nostro corpo diventi fin d’ora luogo della tua presenza e strumento del tuo amore.
Giaculatoria
Maria assunta nella gloria, insegnaci ad attendere la risurrezione della carne.
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