
Sesta effusione: la crocifissione
Cari amici, buongiorno. La sesta effusione ci pone davanti al momento in cui Gesù viene inchiodato alla croce. Le mani che hanno benedetto, guarito, spezzato il pane e rialzato i peccatori vengono aperte dai chiodi. I piedi che hanno percorso le strade della Galilea, cercando i poveri, i malati, i lontani, vengono fissati al legno. Il Sangue scorre dalle ferite del Crocifisso e la terra riceve il dono dell’Agnello.
La crocifissione è il compimento della consegna del corpo. Gesù non può più muoversi. Non può più andare incontro a nessuno con i piedi. Non può più stendere le mani per toccare e guarire. Eppure proprio in questa immobilità apparente Egli compie l’opera più grande. Inchiodato, abbraccia il mondo. Fissato al legno, apre a tutti la via del Padre. Privato di ogni libertà esteriore, manifesta la libertà suprema dell’amore che si dona.
Le mani inchiodate di Cristo redimono le opere dell’uomo. Le nostre mani possono servire o ferire, costruire o distruggere, benedire o trattenere, accogliere o respingere. Quante volte le mani diventano strumento dell’egoismo: prendono senza ringraziare, tengono senza condividere, lavorano senza offrire, si chiudono davanti al bisogno altrui. Il Sangue delle mani di Cristo purifica il nostro agire e ci restituisce la vocazione del servizio.
I piedi inchiodati redimono i nostri cammini. Anche i nostri passi hanno bisogno di salvezza. Andiamo verso ciò che ci fa bene e verso ciò che ci rovina, verso Dio e verso le nostre fughe, verso il fratello e verso l’isolamento, verso la fedeltà e verso i compromessi. Il peccato non è solo una macchia interiore. È anche direzione sbagliata, strada percorsa lontano dal Padre. Il Sangue dei piedi di Cristo ci richiama al cammino vero.
Nella crocifissione, il corpo di Gesù diventa preghiera totale. Non vi è più parte di Lui che non sia offerta. Le mani aperte, i piedi trafitti, il capo coronato, il cuore prossimo a essere aperto, tutto parla di dono. La croce è l’altare sul quale Cristo sacerdote offre se stesso al Padre per la salvezza del mondo. Non offre qualcosa. Offre sé stesso. E qui ogni nostra idea superficiale di amore viene messa seriamente in crisi, con grande dispiacere dei sentimentalismi comodi.
Questa effusione ci chiede di guardare il nostro modo di usare il corpo. Il corpo non è estraneo alla vita spirituale. Si prega con il corpo, si serve con il corpo, si pecca anche con il corpo, si ama attraverso il corpo. La fede cristiana non salva anime disincarnate. Cristo ha assunto un corpo e lo ha offerto. Anche noi siamo chiamati a fare del corpo uno strumento di carità, di purezza, di servizio, di adorazione.
La pratica spirituale può essere molto semplice. Guardiamo le nostre mani e chiediamoci: oggi, a chi posso fare del bene concretamente? Poi guardiamo i nostri passi e chiediamoci: verso dove sto andando? Non in astratto. Nella scelta di oggi, nella relazione di oggi, nell’abitudine di oggi. Possiamo pregare così: “Gesù crocifisso, lava le mie opere e orienta i miei passi nel tuo Sangue”.
La crocifissione ci insegna anche la fecondità dell’impotenza offerta. Ci sono momenti in cui non possiamo più fare ciò che vorremmo. Una malattia limita, l’età rallenta, una situazione impedisce, una responsabilità costringe, un fallimento blocca. L’uomo vive questi momenti come inutilità. Cristo inchiodato alla croce mostra che anche l’impotenza, se unita all’amore, può diventare feconda. Quando non possiamo più agire come prima, possiamo ancora offrirci. E questa, nel Vangelo, non è una cosa piccola.
Il Sangue delle mani e dei piedi inchiodati ci renda più liberi nel fare e più fedeli nel camminare. Ci liberi dall’attivismo senza offerta e dalla fuga senza direzione. Ci insegni a mettere ogni opera sotto la croce e ogni passo dentro la volontà del Padre. Davanti al Crocifisso, comprendiamo che la vera libertà non consiste nel poter fare tutto, ma nel potersi donare fino in fondo.
Alla scuola di san Gaspare
San Gaspare vedeva nella Croce la cattedra della verità. Le mani e i piedi inchiodati di Cristo insegnano che la vera libertà consiste nel potersi donare interamente al Padre. (cfr. S. Gaspare del Bufalo, Lettera 834, Epistolario III.)
Preghiera
Gesù crocifisso, il Sangue delle tue mani redima le mie opere e il Sangue dei tuoi piedi orienti i miei passi. Mostrami quale bene concreto posso compiere oggi e da quale strada devo allontanarmi. Fa’ che il mio corpo, il mio lavoro, le mie scelte e il mio cammino diventino offerta unita alla tua Croce.
Giaculatoria
Sangue di Cristo, versato dalle mani e dai piedi inchiodati, guida le nostre opere e i nostri passi.
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