
Cari amici, buongiorno e buona domenica. Chiudiamo la terza settimana del nostro cammino contemplando il Cuore di Gesù che rimane con noi. In questi giorni abbiamo sostato davanti al Cuore vivo nell’Eucaristia, offerto nella Messa, adorato nel tabernacolo, ricevuto nella comunione, consolato nella veglia d’amore e donato alla Chiesa come sorgente di comunione. Oggi raccogliamo tutto in una promessa: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.
Queste parole chiudono il Vangelo di Matteo. Il Risorto invia i discepoli nel mondo e, proprio mentre li manda, assicura la sua presenza. Non dice soltanto: vi ho insegnato una dottrina, vi ho dato un esempio, vi ho indicato una strada. Dice: “Io sono con voi”. La missione della Chiesa nasce da questa presenza. I discepoli possono andare perché Cristo rimane.
L’Eucaristia è il sacramento in cui questa promessa si rende vicina in modo unico. Gesù è con noi nella sua Parola, nella Chiesa, nei poveri, nei sacramenti, nella vita dei fedeli raggiunti dalla grazia. Nell’Eucaristia, però, la sua presenza è sostanziale e reale sotto le specie del pane e del vino. San Giovanni Paolo II ricorda che la presenza di Cristo sotto le sacre specie conservate dopo la Messa perdura finché sussistono le specie del pane e del vino, e da qui nasce anche la sosta adorante davanti a Cristo presente nell’Eucaristia.
Il Cuore di Gesù rimane con noi in una forma umile. Non sceglie lo splendore che abbaglia, non occupa il centro con forza esteriore, non costringe lo sguardo. Rimane nel silenzio del tabernacolo, nella povertà dei segni sacramentali, nella fragilità di un frammento di pane consacrato. Proprio lì si manifesta la grandezza del suo amore. Chi ama davvero non si limita a passare. Resta.
Questa presenza educa la nostra fede. Siamo spesso tentati di misurare la vicinanza di Dio sulle emozioni che proviamo, sulla consolazione che sentiamo, sulla chiarezza immediata delle risposte. L’Eucaristia ci insegna una misura più profonda: Cristo è presente anche quando il cuore è arido, anche quando la preghiera sembra povera, anche quando la vita appare confusa. La sua fedeltà non dipende dalla nostra sensibilità del momento. Il suo Cuore rimane.
Rimanere è una parola profondamente eucaristica. Gesù rimane perché noi impariamo a rimanere. Rimanere nella fede quando non tutto è chiaro. Rimanere nella Chiesa quando costa. Rimanere nella carità quando l’altro è difficile. Rimanere nella preghiera quando non produce subito consolazione. Rimanere nella verità senza trasformarla in durezza. Il tabernacolo è una scuola silenziosa di fedeltà.
Questa terza settimana ci ha condotti a comprendere che il Cuore eucaristico non è una devozione separata dalla vita. È il centro che sostiene tutto. Dalla Messa nasce l’offerta quotidiana. Dalla comunione nasce la carità. Dall’adorazione nasce la pace del cuore. Dalla presenza reale nasce la certezza che Cristo non ha abbandonato la sua Chiesa. Ogni tabernacolo è un segno umile e potente della fedeltà del Signore alla sua promessa.
Oggi possiamo ringraziare Gesù per tutte le volte in cui è rimasto con noi anche quando noi siamo rimasti poco con Lui. Per le comunioni distratte che Egli ha ricevuto con pazienza. Per le chiese vuote in cui ha continuato ad attendere. Per le Messe vissute con povertà e comunque illuminate dalla sua presenza. Per i tabernacoli davanti ai quali qualcuno ha pianto, sperato, ricominciato. Il Cuore di Cristo rimane, e il suo rimanere diventa salvezza.
Consegna per la giornata: oggi fai un atto concreto di gratitudine per la presenza eucaristica di Gesù. Passa in chiesa anche solo per pochi minuti, saluta il tabernacolo con fede, oppure orienta il cuore verso una chiesa vicina e ripeti lentamente: “Gesù, grazie perché rimani con noi”.
Giaculatoria da custodire e ripetere durante il giorno: Cuore eucaristico di Gesù, resta con me e insegnami a rimanere in Te.
Cari amici, se desiderate approfondire durante la giornata questo tema, potete sostare sulla promessa del Risorto nel Vangelo di Matteo e su una pagina dell’enciclica Ecclesia de Eucharistia di san Giovanni Paolo II:
“Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.” Mt 28,20
“La presenza di Cristo sotto le sacre specie che si conservano dopo la Messa, presenza che perdura fintanto che sussistono le specie del pane e del vino, deriva dalla celebrazione del Sacrificio e tende alla comunione, sacramentale e spirituale.” San Giovanni Paolo II, Ecclesia de Eucharistia, n. 25.
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